Il Tirreno

Grosseto

Il falco pescatore mette su famiglia

di Enrico Pizzi
Il falco pescatore mette su famiglia

CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Parte dal nido, si solleva in alto, punta la preda, plana e non ha bisogno nemmeno di tuffarsi perché il muggine è lì, quasi a pelo d’acqua, e i suoi artigli non...

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CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Parte dal nido, si solleva in alto, punta la preda, plana e non ha bisogno nemmeno di tuffarsi perché il muggine è lì, quasi a pelo d’acqua, e i suoi artigli non lasciano scampo; poi se ne torna sul nido e mangia.

Siamo nella riserva naturale della Diaccia Botrona, il protagonista è il falco pescatore, un uccello che arriva a pesare non più di due chili, ma che può avere un’apertura alare fino a un metro e sessanta centimetri. In queste ultime settimane ce ne sono tre nella Diaccia Botrona e tutto quello che fanno viene ripreso, 24 ore su 24, da telecamere installate proprio sui nidi preparati per favorire la riproduzione di questo uccello che non nidificava in Italia dagli anni Sessanta e che pare invece aver scelto la Maremma. «Oggi – ricorda Giampiero Sammuri, presidente del Parco dell’Arcipelago Toscano – la riserva naturale della Diaccia Botrona è l’unico luogo d’Italia, oltre al Parco della Maremma, dove nidifica il falco pescatore».

La specie è stata reintrodotta grazie a un progetto realizzato dal Parco regionale della Maremma in collaborazione con il parco regionale della Corsica. Lo scorso anno erano presenti in tutta Italia solo tre nidi: uno al parco della Maremma e due alla Diaccia Botrona.

I nidi della Diaccia Botrona alcuni anni fa furono dotati di telecamere che inquadravano i falchi, ma erano ormai diventati strumenti obsoleti. Sono state sostituite da un sistema di ultima generazione, con telecamere ad alta definizione, realizzato dalla Simtel e installato sotto il coordinamento del faunista Vincenzo Rizzo Pinna; oltre alle due fisse, c’è anche in dotazione della riserva uno zainetto con telecamera portatile da piazzare laddove dovesse essere necessario.

Al momento i sorvegliati speciali sono i due nidi destinati ai falchi pescatori. In uno si è già insediata una coppia – maschio e femmina – nell’altro c’è solo un maschio, ma c’è ancora tempo, dal momento che la nidificazione avviene a marzo. La speranza è che avvenga qualcosa di analogo a quanto accaduto lo scorso anno, quando nei tre nidi presenti in Maremma sono nati ben sei pulcini che sono cresciuti fino a prendere il volo.

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