Il Tirreno

Grosseto

«Forte allarme sociale per i reati predatori»

«Forte allarme sociale per i reati predatori»

Il procuratore Capasso descrive la realtà maremmana, dove ci sono anche infiltrazioni mafiose

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GROSSETO. I furti, non è una novità, non mancano mai. Difficile dire se ce ne siano sempre di più oppure se a essere aumentate siano le denunce. Comunque stiano le cose, uno sguardo al contenzioso che passa davanti ai giudici permette di affermare una verità inconfutabile: i processi per furto in abitazione sono aumentati.

Zona non tranquilla. Dai 16 del 2010-2011, ai 14 dell’anno successivo, ai 27 del 2012-13, ai 31 e infine ai 42 del 2014-2015. Fase di indagine migliore, senza dubbio, che si accompagna comunque alla percezione di insicurezza di cui gli stessi magistrati hanno contezza. «Il primo quadro di insieme della situazione criminale del circondario non è stato tranquillizzante (a dispetto della “vulgata” che descrive il territorio grossetano come “zona tranquilla”, con indici di criminalità non particolarmente elevati)»: è ciò che scrive alla Corte di appello di Firenze il procuratore capo di Grosseto, Raffaella Capasso, al primo impatto con la realtà maremmana (è qui da settembre). I colleghi ma anche le forze dell’ordine le hanno descritto un quadro da cui ha ricavato «come sia presente sul territorio un forte allarme con riferimento soprattutto ai reati predatori (massimamente per i frequenti furti in appartamento), nonché con riferimento allo spaccio di sostanze stupefacenti».

Matrice islamica. La dottoressa Capasso si riferisce alla criminalità comune ma anche a quella organizzata del Sud Italia (e ai legami tra le due realtà - furti e rapine in appartamenti o di camion e tir) che emergono soprattutto nella zona nord della provincia. Si riferisce, anche se per aspetti diversi, alla presenza terroristica di matrice islamica in provincia.

Ignoti in aumento. Situazione nota anche ai magistrati giudicanti; all’ufficio gip-gup emerge anche - sempre nel periodo a cavallo tra il 2014 e il 2015 - un aumento consistente dei fascicoli contro ignoti. All’ultimo piano del Tribunale sono arrivati 553 casi di reati contro il patrimonio commessi da noti (14 le rapine e 35 i furti in abitazione) e ben 6940 contro ignoti (rispettivamente 24 e 1022). «Si conferma sostanzialmente l’aumento per i reati contro il patrimonio - scrive il presidente facente funzione del Tribunale, Giovanni Puliatti, esplicitando i dati delle tabelle - già registrato nei due anni precedenti, e in particolare quello dei furti in abitazione e delle rapine; e al riguardo l’allarme sociale diffuso, che soprattutto trova il suo riscontro nei dati dell’ufficio gip-gup, ove fanno la parte del leone i provvedimenti rimasti contro autore ignoto». Il Tribunale soffre ancora degli effetti del processo Concordia, che hanno rallentato il normale corso degli altri processi. C’è stato un raddoppio dei procedimenti pendenti di fronte al collegio, passati da 65 a 119 (dati dell’estate scorsa). Soffre dei problemi del personale, specie quello di cancelleria, sui quali ha inciso anche la morte del presidente Michele Addimandi, avvenuta giusto un anno fa.

Lavoro in attivo. L’unica sezione “in attivo” è quella lavoro, che è passata dai 1.139 fascicoli sopravvenuti ai 1.046. I procedimenti definiti in materia di previdenza e lavoro sono passati da 1.118 a 1.207. E sono aumentati anche i procedimenti contenziosi definiti con sentenza.

Litigiosità elevata. Nella giustizia civile più in generale, il contenzioso è in aumento e «la litigiosità si mantiene sempre su livelli elevati»: i procedimenti pendenti al 1° luglio 2014 erano 5.276, al 1° luglio scorso 5.739. Sono state 1.494 le sentenze emesse. Il fatto che da poco più di un anno l’organico sia al completo, induce il Tribunale grossetano a ritenere che la massa delle pendenze potrebbe essere erosa significativamente in questi mesi.

Durata cinque anni. La durata media di un procedimento è di cinque anni. E serve invece circa un anno e mezzo per definire i procedimenti di sfratto in caso di opposizione. In un anno, sempre da luglio a luglio, sono arrivati 564 procedimenti in materia di locazione e per la maggior parte dei casi si tratta di rilascio per morosità.

Fallimenti. Sensibile la diminuzione delle pronunce di fallimento, «verosimilmente dovuto al ricorso ormai generalizzato alla procedura di concordato preventivo ed in particolare alle richieste di pre-concordato».(p.s.)

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