Il Tirreno

Grosseto

Ecco l’economia “felice” del Granduca

Isgrec, Comune e studenti del Rosmini esplorano un lato meno noto delle grandi riforme leopoldine

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GROSSETO. I diritti delle persone e le loro libertà sono beni fondamentali. Ma se poi le persone muoiono di fame, stenti e malattie, anche diritti e libertà diventano beni assai poco godibili.

Così, a quanto pare, pensavano il granduca Leopoldo di Lorena e il suo illuminato entourage. Tutti convinti dell’esistenza di un nesso strettissimo tra la libertà personale e la libertà di intraprendere, commerciare, costruirsi insomma una vita materiale coerente con i grandi diritti dell’individuo.

Ecco allora accanto a straordinarie riforme giuridiche (prime fra tutte l’abolizione della pena di morte, atto del 1786 per il quale Leopoldo fu pioniere nel mondo), il granduca e i suoi “consiglieri” adoperarsi per le riforme economiche dei territori governati. A cominciare proprio dalla Maremma, «luogo prvilegiato – dice Luciana Rocchi, direttrice dell’Istituto storico della Resistenza e dell’Età contemporanea – di questo esperimento, il uogo in cui si migliora la condizione di vita materiale come avvio alla libertà».

Un esempio? Si liberalizza il commercio dei grani, consentendo così ai maremmani di produrre (e vendere) più dello stretto necessario alla sopravvivenza: «Felicitare una nazione e partecipare alla sua prosperità», scrive Francesco Maria Gianni,storico, economista e primo ministro del Granducato di Toscana dal 1789 al 1790.

E proprio questa frase dà il titolo al progetto che Comune di Grosseto (assessorato alla cultura) e Isgrec hanno messo in campo per celebrare la Festa della Toscana 2015, che quet’anno il consiglio regionale ha voluto aprire a un’orizzonte più ampio di quello consueto, appunto dei diritti.

L’Isgrec ha scelto di partecipare al bando regionale (vinto) proprio per scavare in questo orizzonte. E lo fa con un progetto di ricerca bibliografica, di percorso nei luoghi della memoria lorenese (Castiglioncello Bandini a Cinigiano, le Fattorie granducali di Alberese, la Casa Rossa a Castiglione della Pescaia e il Canale San Rocco), di produzione di opuscoli, di testi originali e di video per realizzare i quali in questi giorni – nei cieli dei luoghi menzionati e di altri ancora – sta volando persino un drone per le riprese aeree.

Tutto, spiega ancora Luciana Rocchi, per fare ricerca finalizzata alla produzione di materiale divulgativo e didattico, ma con un’attenzione che – passo dopo passo nell’avanzamento del progetto – si è sempre più indirizzata alle scuole, Tanto che questo progetto è inserito fra quelli proposti dall’Isgrec per le sue attività nelle scuole per il 2016; e tanto da far diventare questo progetto il cardine del programma di alternanza scuola lavoro che affianca quest’anno l’Isgrec al Liceo Rosmini.

Non a caso ieri, alla presentazione del progetto che culminerà in una presentazione pubblica al Teatro degli Industri, oltre alla Rocchi, all’assessore Giovanna Stellini e al presidente del consiglio comunale Paolo Lecci, c’erano cinque dei sei studenti del Rosmini che collaborano attivamente alla ricerca. Francesco Picchianti, Massimiliano D’Aniello, Maddalena Cini, Elga Zedda e Giorgia Romanacci (4ª B, indirizzo scienze umane) lavorano alla mappatura dei luoghi e a ricerche sui “reporatge” dei viaggiatori stranieri in Maremma del passato. Mentre Federico Martelli sta inventariando in biblioteca un fondo fin qui mai riorganizzato. Un’esperienza eccezionale, che comporta anche più di un sacrificio (ci sarà anche qualche “fuori orario” estivo), ma certamente utilissima. Per chi la fa, ma anche per l’intero territorio che grazie a questi studiosi e a questi ragazzi farà un ulteriore passo avanti nella conoscenza di se stesso.

Emilio Guariglia

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