Il Tirreno

Grosseto

Alberi spogli e scheletrici: è polemica

di Paola Villani
Alberi spogli e scheletrici: è polemica

Gli ambientalisti contestano la capitozzatura: «Le piante sono mutilate ed esposte con più facilità a parassiti e malattie»

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FOLLONICA. No alle potature eccessive: l’associazione La Duna contro gli interventi promossi dal Comune di Follonica su molte alberate cittadine.

In questi giorni tutti a Follonica hanno notato i tagli fatti a innumerevoli alberi in varie zone della città: dai lecci di San Leopoldo, agli eucalipti di via Leopardi, ad altre piante del quartiere 167 Ovest fino ai pini dell’ex Ilva. L’attività dell’impresa che ha vinto l’appalto comunale non è piaciuta a molti che trovano eccessive le potature che hanno lasciato senza foglie le chiome prima folte, oggi ridotte ai soli rami spogli. Tra questi ci sono anche gli esponenti dell'associazione follonichese La Duna che intervengono oggi per motivare la loro contrarietà a tali operazioni. «Avevamo già visto degli esempi di capitozzatura - spiegano gli ambientalisti - quando venne messo in opera l’intervento sui tigli di via Massetana verso bivio Rondelli: un bellissimo viale alberato, eccezionalmente ombreggiato e verde ridotto a due linee scheletriche di monconi protesi verso il cielo, nemmeno lontanamente parente di quello che era nei ricordi dei follonichesi. Lo stesso trattamento oggi è stato riservato ai lecci di San Leopoldo, bellissimi, senza nessuna malattia, da anni parte integrante di una piazza cara a tutti i cittadini e simbolo della città. Se qualche problema ci poteva essere, ma non capiamo quale, si poteva intervenire con un contenimento delle chiome, rimpicciolirle se ritenute troppo invadenti (ma da chi e perché poi?) così come era stato ipotizzato in un primo tempo dall’amministrazione».

A giudizio della Duna l’immagine che oggi è sotto gli occhi di tutti è “tragica”: gli esponenti del gruppo spiegano che molti arboricoltori ritengono il metodo di potatura utilizzato un grosso problema per la pianta che viene mutilata del proprio apparato respiratorio, esponendola più facilmente a malattie o parassiti. Quindi non solo una questione di estetica ma anche di benessere per le piante. «Speriamo sinceramente che ciò non avvenga, anche se i tigli di via Massetana non sembrano godere di ottima salute – sostengono dal gruppo - Di sicuro le belle strade e piazze ombreggiate rimarranno un sogno per diverse stagioni. Gli alberi sono una componente essenziale del buon vivere, ci forniscono ossigeno, rinfrescano le calure estive, danno un miglior aspetto alle nostre città troppo assediate dal cemento. Abbiamo già il problema della pineta che sta lentamente ma inesorabilmente morendo. Non possiamo a questo aggiungere un’ulteriore diminuzione del verde». La speranza della Duna è che le numerose voci che si sono levate per protestare contro questo tipo di potature ed interventi arrivino alle orecchie dell'amministrazione e che questa si attivi per dare indicazioni alle ditte esecutrici di limitare tagli e capitozzature.

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