Sicurezza
Rete vola dal bastione e sfiora un ristorante
Paura nel locale Le Mura di Grosseto. Una recinzione “piove” sul portone Il titolare: «Devastata anche la terrazza. Chi è stato? Qui è pieno di ragazzini»
GROSSETO. Era mezzanotte passata, il ristorante era ancora pieno di clienti quando dal portone esterno si è sentito un rumore metallico.
«Ho pensato a qualche ragazzino che sbatteva l’inferriata del cancello dove è appesa la catena. Ma quando ho aperto la porta e mi sono affacciato, ho visto che una recinzione metallica di quelle che usano nel cantiere per la pista ciclopedonale che stanno costruendo qui sopra, sulle Mura, era lì, proprio davanti alla porta. Qualcuno l’ha lanciata dalle Mura qua sotto».
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Riccardo Uguzzoni, proprietario del ristorante Le Mura all’interno del suggestivo bastione del Mulino a Vento, in via Manetti, di atti vandalici a danno della sua attività ne ha visti tanti, dalle bottiglie lanciate d’inverno nella troniera usata come sala all’aperto durante i mesi più caldi, alle siringhe che, anche negli anni passati, capitava di vedere a terra. Tutta roba buttata giù dalle Mura. Stavolta però si è impaurito davvero, perché far precipitare da un’altezza di una dozzina di metri una struttura di due metri per tre, fissata ai lati da una cornice in metallo, proprio sulla soglia di un locale pubblico in quel momento pieno di persone, poteva ammazzare qualcuno.
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Il fatto, che è opera con ogni probabilità di almeno due persone viste le dimensioni e il peso della recinzione, è accaduto poco dopo la mezzanotte tra sabato e domenica. Uguzzoni non ha potuto far altro che spostare da terra la recinzione, anche per permettere ai clienti e al personale di uscire, e appoggiarla a una parete delle Mura.
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«Ecco qua – spiega mostrandola – Cosa posso dire? Non faccio neanche denuncia, tanto non serve a niente. Basta vedere cosa mi hanno combinato nella terrazza interna».
Passando su dalle strette scalette costruite cinquecento anni fa, si arriva nella terrazza, la troniera all’aperto che d’estate Uguzzoni allestisce con ombrelloni e tavolini. Un bel dehor che d’inverno rimane chiuso.
«Guardate qua – dice avanzando tra un tappeto di vetri di bottiglie rotte e sassi di varie dimensioni – Ecco, questo è il gazebo: a forza di tirarci sopra pietre di ogni tipo hanno strappato tutto».
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Le “pietre” sono in realtà grossi, pesantissimi massi, e sono sparsi ovunque. Uno, in particolare, misura sessanta centimetri ed è stato probabilmente sradicato dal vialetto del giardino soprastante, il Cinghialino. Non serve uno studio di fisica per capire che, se avesse colpito una persona, l’avrebbe uccisa all’istante.
Uno di questi massi ha colpito anche la struttura del gazebo, che è tutta piegata. «Qui è tutto da rifare – dice Uguzzoni – ma ormai aspetto l’estate. È inutile che sistemo ora e poi mi rispaccano tutto».
Vicino al gazebo c’è anche una transenna, sempre in metallo. «Questa? Questa me l'hanno buttata sul forno tempo fa – dice Uguzzoni – Ho chiamato il Comune, gli ho detto che è qui: se se la vogliono riprendere…».
In un angolo c’è una bicicletta con la ruota posteriore mezza annerita. «Questa devono aver provato a incendiarla e poi l’hanno buttata di sotto – dice Uguzzoni – E non è la prima che troviamo».
Uguzzoni parla di un’escalation di questo fenomeno negli ultimi tempi. «Sì, in passato capitava che d'inverno, quando chiudiamo la terrazza, qualcuno buttasse giù una bottiglia o una siringa – dice – ma adesso la situazione è insostenibile. Sono molto preoccupato, non ci sono controlli, non c’è un presidio, non ci sono telecamere, luci».
E la cosa che lascia amareggiati è che gli autori di questi pericolosi gesti sono ragazzini e adolescenti, giovanissimi grossetani. «Qui in giro si vedono solo loro – dice Uguzzoni – Non posso dire con certezza chi abbia buttato la ringhiera stanotte, ma posso dire che poco dopo ho visto dei ragazzini, come ce ne sono sempre».
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