Il Tirreno

Grosseto

SOS SICUREZZA

Colpo al distributore: è il decimo in due anni

di Francesca Gori
Il vetro della porta sfondato a sassate
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Il vetro della porta sfondato a sassate

Grosseto, via con liquori e sigarette dal bar dell’Aquila di Roselle: danni per 4.000 euro L’assicurazione non coprirà più i furti. La titolare: «Siamo esasperati»

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ROSELLE. Un’altra telefonata ricevuta nel cuore delle notte. Il numero visualizzato sul display del cellulare era un numero conosciuto per Ulrica Fatarella: era quello dell’istituto di vigilanza al quale è collegato l’allarme del suo distributore che si trova sulla quattro corsie, a Roselle. La donna e suo marito hanno scosso il capo quando la voce del vigilante gli ha comunicato, all’1,15 di notte, che il bar era stato di nuovo svaligiato. «È la decima volta in due anni - dice Fatarella - non sappiamo davvero più come fare a liberarci da questo incubo. Ogni volta è sempre più difficile rialzarci, andare avanti».

È uno sfogo quello della donna che insieme al marito gestisce il distributore l’Aquila sulla quattro corsie.

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Nella notte tra sabato e domenica i ladri sono arrivati come sempre da Roselle. Hanno parcheggiato sulla strada e hanno attraversato il campo che porta alla recinzione del distributore. Una volta arrivati lì hanno tagliato la rete poi, con un grosso sasso, hanno mandato in frantumi il vetro della porta. Poi, una volta dentro, hanno fatto razzia di sigarette e liquori. Ieri mattina Fatarella era lì a fare la conta dei danni. «Tra quello che hanno rubato e quello che hanno spaccato - spiega - ci saranno da spendere almeno 4.000 euro. Soldi che ogni volta dobbiamo tirare fuori noi, perché ancora l’assicurazione non ha rimborsato i furti dello scorso ottobre». Già, l’assicurazione: «fosse il male del ritardo nei pagamenti - aggiunge - il problema più serio è che la mia compagnia proprio dieci giorni fa mi ha mandato una lettera per avvertirci che non avrebbero più coperto i furti». Dieci colpi in due anni sono quasi un record.

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«Da qualche tempo avevamo anche cominciato a lasciare il cassetto del registratore di cassa aperto - racconta Ulrica - e così abbiamo fatto anche sabato sera quando abbiamo chiuso. In quel modo i ladri avrebbero visto che non c’era nulla e che non sarebbe valsa la pena di portarlo via». E invece, i tre che sono entrati nel bar del distributore, nonostante il cassetto aperto e la mancanza di soldi, lo hanno strappato via dal bancone. «Nelle immagini delle telecamere di videosorveglianza - racconta - si vedono bene: sono tre ragazzi con dei berretti in testa per non farsi riconoscere. Uno di loro si è avvicinato al registratore di cassa e dopo aver visto che era vuoto si è allontanato. Subito dopo è arrivato un altro, che lo ha preso e lo ha portato via». Stessa sorte hanno subito i pos della Lottomatica, le sigarette, i liquori.

«Ieri mattina quando a Roselle hanno saputo cosa fosse successo - dice Fatarella - diverse persone sono venute a darci una mano e a cercare i pezzi che erano stati abbandonati nel campo che separa la nostra attività da Roselle». Il registratore di cassa è stato ritrovato in quel terreno, i Pos e le altre cose che sono state portate via dal bar no.

Eppure, Ulrica Fatarella e suo marito, hanno anche potenziato i sistemi di sicurezza dell’impianto. «Abbiamo le telecamere - dice - abbiamo l’allarme e abbiamo anche messo una recinzione rinforzata. Ma anche questo non è bastato a respirare un po’. Anche perché questa volta il danno è di circa 4.000 euro, ma quando hanno portato via l’accettatore di banconote ne abbiamo spese 12.000 solo per quello». Cifre da capogiro, che si aggiungono a una situazione che già, dal punto di vista economico, aveva dato dei grattacapi alla famiglia. «Con la chiusura della galleria, i camion non passano quasi più da qui - dice - ed è ormai da agosto che non abbiamo più la clientela che avevamo fino ad allora. Già la situazione di per sé non è facile, poi ci sono anche questi continui furti e ora l’assicurazione che ha deciso di smettere di coprire i colpi che subiamo. È insostenibile, per noi».

 

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