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Fiaccolata spostata a sabato «Ogni giorno è una guerra»

Fiaccolata spostata a sabato «Ogni giorno è una guerra»

GROSSETO. La fiaccolata per la sicurezza ieri non si è tenuta. Ma un centinaio di persone, alle 18,30 in punto, si sono presentate lo stesso in piazza della Vasca. È stato lì che gli organizzatori...

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GROSSETO. La fiaccolata per la sicurezza ieri non si è tenuta. Ma un centinaio di persone, alle 18,30 in punto, si sono presentate lo stesso in piazza della Vasca. È stato lì che gli organizzatori hanno lasciato loro un volantino dando appuntamento alla prossima settimana. Il corteo per la sicurezza quindi, sfilerà sabato e l’appuntamento è fissato alle 18 sempre in piazza della Vasca.

Problemi di ordine pubblico hanno indotto i responsabili a diramare su Facebook la notizia, in tarda mattinata: le adesioni informali erano quasi trecento e si sarebbero posti quindi dei problemi di ordine pubblico, dal momento che nessuno (non prevedendo un successo simile) aveva richiesto il permesso. Si sarebbe verificato un caso di manifestazione non autorizzata, un controsenso con gli scopi della manifestazione. Così la fiaccolata inizialmente prevista per le 18 in piazza Rosselli è stata aggiornata a sabato quando i responsabili otterranno l’autorizzazione. Tra gli ideatori della fiaccolata ci sono carlo Agresti, che ha subito un furto allo Chalet pochi giorni fa, Thomas Casali, Paolo Novelli e tante altre persone che da sempre collaborano con il comitato dei derubati. «Il motivo che ci ha spinti a fare questa manifestazione - dice Paolo Novelli - non sono politici. Ogni giorno ci troviamo di fronte a un bollettino di guerra. Il problema c’è e ci sono anche gli strumenti per fare prevenzione, ma qualcuno deve assumersene la responsabilità e cominciare a fare qualcosa». Dal comitato è nata la lista Uniti per una Maremma migliore. E fausto Turbanti, candidato, ieri sera era allo Scream a portare la propria solidarietà. «Quello che mi fa specie - dice - è che ora stanno cercando tutti di appropriarsi di questa battaglia quando non è stato fatto nulla. L’unico che ci ha messo la faccia è stato Emilio Bonifazi, ma occorre fare di più». (f.g.)

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