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Disertato dai cittadini l’incontro sulla fusione

CASTEL DEL PIANO. A Castel del Piano si è parlato di fusione. All’incontro, organizzato da Marcello Bianchini, che da anni porta vanti il tema oggi di grande attualità, nei giorni scorsi nella sala...

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CASTEL DEL PIANO. A Castel del Piano si è parlato di fusione. All’incontro, organizzato da Marcello Bianchini, che da anni porta vanti il tema oggi di grande attualità, nei giorni scorsi nella sala consiliare c’erano soprattutto i politici le istituzioni. Mancavano i cittadini.

Presente in sala una quarantina di persone, i sindaci Federico Balocchi (Santa Fiora), Gianpiero Secco (Seggiano), Claudio Franci (Castel del Piano), il vicesindaco di Semproniano Lucio Corsetti, gli esponenti di minoranza di tutti i comuni, da Maurizio Coppi di Castell’Azzara, Giovanni Barbagli di Cinigiano, Sandro Ginanneschi di Castel del Piano, Guendalina Amati di Arcidosso. Presenti anche alcuni assessori come Romelia Pitardi di Castel del Piano. Al tavolo, oltre Marcello Bianchini, il sindaco di Tre Castelli Fausto Conigli che portava la sua esperienza di fusione, mentre mancava il parlamentare pd Emanuele Lodolini, presentatore della proposta di legge per la fusione obbligatoria dei comuni con meno di 5.000 abitanti.

Diverse le posizioni. “Attendisti” Franci e Secco, anche se riconoscono che la strada che la Regione intende far percorrere alle piccole municipalità è quella della fusione. «Un problema compolesso – secondo Secco – perché i comuni amiatini sono fortemente identificati, hanno obiettivi diversi e non si possono fare le cose sulla testa dei cittadini».

L’impressione è che nei tempi brevi si voglia continuare con l’Unione per saggiare se la scelta fatta a suo tempo potrebbe dare i risultati sperati. Lo dice chiaro Marini che non era presente perché «impegnato a mettere le mani su problemi reali a una riunione coi castanicoltori. L’altro dato reale è che adesso c’è l’Unione ed è questa che dobbiamo far funzionare. Il 1º febbraio partiranno le restanti gestioni associate così chiudiamo il cerchio e potremo davvero ingranare».

Entusiasti, invece, Barbagli e Coppi al racconto di semplificazioni amministrative, risparmi e abbassamento delle tasse del sindaco Conigli. Più titubante Ginanneschi. Schierato per la fusione Corsetti.

In ogni caso il dibattito è aperto e infiamma anche paesi vicini a quelli dell’Amiata, come Sorano (forse perché ci sarebbe la possibilità di aggregarsi con Castell’ Azzara?). Erano infatti presenti i gruppi M5s di Sorano e Pitigliano convinti che «l’Unione dei Comuni per gestire i servizi in forma associata è stato un fallimento perché l’ente, alla deriva, non ha dato risultati in termini di efficacia ed efficienza». «Anche i comuni sotto i 5000 abitanti come i nostri – dice Lavinia Montanini – non riescono a gestire con la giusta autonomia politica e in maniera economicamente vantaggiosa i servizi ai cittadini». Ha seguito con interesse anche Svolta Partecipata di Sorano. (f.b.)

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