Gioco
Pari, la galleria chiusa costa ai camionisti 3.500 euro al mese
Grosseto, è l’incredibile impatto stimato da Cna che scrive al sottosegretario alle infrastrutture Riccardo Nencini. Breda: «Anas deve darci una data e non cambiarla più»
GROSSETO. Costa 3.500 euro al mese l’interruzione del tunnel di Casal di Pari a un camionista che deve percorrere quotidianamente la Senese. È la cifra incredibile calcolata da Cna Grosseto, dopo l’ennesimo rinvio – a marzo – della riapertura della galleria. Le rappresentanze di Cna hanno anche scritto al vice ministro per i trasporti e le infrastrutture Riccardo Nencini, chiedendogli di fare pressing su Anas. Diciamocela tutta: «La data di riapertura non si sa – non si nasconde dietro ad un dito Riccardo Breda, presidente della Cna grossetana – È stata rimandata troppe volte».
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Il settore maremmano dell’autotrasporto continua a subire gli effetti della chiusura del varco. E nel giro di breve li avvertirà anche chi fa business con i turisti: sarà infatti una Pasqua con la galleria di Casal di Pari off-limits. Cna chiede che Anas acceleri i lavori; che indichi una data – e quella deve rimanere. E chiede anche «il riconoscimento a favore del settore dei trasporti delle dovute compensazioni».
Il tempo stringe: la Maremma ha perso, nel giro di dieci anni, il 40% delle imprese di trasporto in conto terzi.
Il calcolo. Ecco la stima che ha fatto Cna dell’impatto della chiusura del tunnel. Chi è obbligato a passare sulla E78 «ha percorso 45 Km in più (tra andata e ritorno) per ogni viaggio, passando su strade da percorrere a velocità ridotta». «Abbiamo calcolato per ogni viaggi – spiega Cna – un aggravio di costi di circa 150 euro. Sono stati presi in esame i maggiori consumi, l’usura dei pneumatici, quella meccanica e un’ora di guida in più del personale. Chi percorre la tratta quotidianamente ha avuto una penalizzazione superiore ai 3.500 euro mensili, cifra quasi tripla rispetto ai guadagni preventivati. La Cna invita la Camera di Commercio di Grosseto, congiuntamente a quella di Siena e con il possibile sostegno di Unioncamere regionale, a farsi carico del problema. E Breda, questa volta, in qualità di numero uno della Camera di Commercio informa che è in filo diretto sia con i colleghi senesi che con i vertici di Unioncamere.
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