Gioco
Il guizzo dell’edilizia fa sognare ma l’agroalimentare sprofonda
GROSSETO. Sorpresa, torna a crescere il fatturato del settore delle costruzioni. E l’incremento è consistente: +9,6 per cento. In compenso si vede un effetto-zavorra di un altro comparto che è...
GROSSETO. Sorpresa, torna a crescere il fatturato del settore delle costruzioni. E l’incremento è consistente: +9,6 per cento. In compenso si vede un effetto-zavorra di un altro comparto che è importante per l’economia della Maremma: quello dell’alimentare perde il 10,6%. Sono i dati relativi al primo semestre 2015 di Trend, l’indagine congiunturale con cui Cna Toscana (in collaborazione con Istat) analizza i dati della contabilità di migliaia di micro e piccole imprese della Regione. Il report dice tutto sui primi sei mesi 2015: ad esempio, che aumentano dell’1,4% i ricavi delle imprese grossetane ma che diminuiscono anche del 3,9% gli investimenti, e questo secondo dato è un brutto “segno” perché se questa tendenza si confermasse a lungo termine, il sistema imprese perderebbe capacità produttiva.
Ma nel secondo semestre che cosa è successo? Come si è chiuso il 2015? Come ci affacciamo al 2016? «Mi aspetto – nota Andrea Manuelli, curatore del progetto Trend – che queste due percentuali (il + 9,6% dell’edilizia e il -10,6% dell’alimentare) si riducano di un poco, ma sostanzialmente credo che l’andamento verrà confermato». Se si consolidasse anche quel piccolo incremento sul fronte dei ricavi sarebbe un’ottima cosa per la Maremma, ma non è detto che sia così. «Incrociamo le dita ma tenendo i piedi per terra – dice Renzo Alessandri, direttore di Cna Grosseto – I dati di fine anno spesso hanno tradito" le aspettative del primo semestre»
L’economia della Maremma dipende ancora molto dal settore delle costruzioni: inteso come edilizia e impiantistica. Il mondo dell’impresa cerca di leggere da cosa sia dipeso il salto in avanti: un rimbalzo? Un fuoco di paglia o una ripresa effettiva? «Rogiti che si sono concentrati nei primi sei mesi dell’anno – valuta Alessandri – una casuale concomitanza nella fine dei lavori e i bonus ristrutturazioni possono essere il traino più probabile». «Sappiamo – continua il direttore di Cna – che le costruzioni non potranno essere in eterno il motore dell’economia locale, ma in attesa di veder completate le infrastrutture di collegamento, di veder fiorire un po di manifatturiero...» può essere un buon viatico.
Certo è che tanti distinguo non possiamo più permetterceli. «Dobbiamo riuscire a valorizzare tutto ciò che abbiamo – nota Annarita Bramerini (Cna) – E dobbiamo pensare che un’integrazione è possibile anche tra mondi che in passato si sono guardati di traverso. Ci può essere industria e turismo. Artigianato e agricoltura. L’importante è che si crei una rete. E che si attraggano investimenti».
E il tema dell’attrazione delle risorse da fuori porta con sé il grande cruccio, irrisolto, della Maremma: chi mai sarebbe disposto a venire ad investire “quaggiù” con le infrastrutture che ci sono? Si parla di Tirrenica, si parla di Due Mari e poi non si riesce a riaprire la galleria di Casal di Pari nei tempi giusti perchè il territorio possa godere dei benefici dei week end del turismo pasquale.
Torniamo al rapporto Trend. Una (quasi) curiosità. Tra i settori che hanno retto meglio all’impatto della crisi c’è la metalmeccanica (in termini di fatturato): peccato che pesa per il 3-4% sul fatturato complessivo provinciale.
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