Sicurezza
Troppi soldi da spendere Il minigolf non si vende
Passo indietro del Comune sull’impianto di San Luigi che doveva essere alienato La base d’asta partiva da 800.000 euro, costruirne uno nuovo costa di più
FOLLONICA. Il minigolf di San Luigi non è più in vendita: il Comune cambia strategia. Tempi duri per le amministrazioni che cercano di far cassa con le alienazioni, cioè mettendo all’asta immobili di proprietà pubblica. Il mercato è fermo e vendere diventa un’impresa titanica: neppure i lotti di terreno edificabili, che trovano spazio in zone residenziali, fanno gola ai compratori. Capita così che il Comune di Follonica faccia un passo indietro e decida di non mettere più all’asta il campo di minigolf di via Monte Capanne, che aveva un valore di base pari a 800.000 euro.
Perché? Semplice: le intenzioni dell’amministrazione, almeno quelle di partenza, erano di riuscire a dar via l’immobile e con il denaro guadagnato realizzare una nuova struttura al Capannino. Ma fatti due conti, anche non tenendo presente il fatto che il lotto è in vendita da tempo e nessuno si è dimostrato interessato al suo acquisto, i costi superavano i guadagni. In pratica, una volta ceduto a privati il terreno di San Luigi, costruire un nuovo campo da minigolf sarebbe costato di più di quanto incassato. E anche vendere è difficilissimo. Da qui la decisione di cambiare direzione: il lotto non è più in vendita e l’idea è quella di intervenire nell’impianto già presente costruendo una nuova area destinata al miniatour, disciplina che nei tornei nazionali e internazionali viene oggi accostata alle classiche buche del minigolf. «Alienare quel campo e costruirne uno nuovo in via Sanzio portava con sé delle fragilità di base– spiega l’assessore al Patrimonio, Alberto Aloisi – Magari significava guadagnare dieci e spendere quindici e come tutti sanno non è questo il momento in cui poter affrontare spese del genere per gli enti comunali. Necessitava quindi una soluzione differente: abbiamo iniziato a ragionare su un ampliamento in loco, stiamo pensando di allargare l'impianto, anche perché lo spazio c’è».
Oltre al fattore economico c’è anche un altro aspetto che ha fatto cambiare idea all’amministrazione: l’idea che la sicurezza di un quartiere passi anche attraverso spazi condivisi e vissuti. «Andare a costruire case al posto di quell’impianto, avrebbe comportato che in San Luigi, l’unica struttura presente sarebbe stata la scuola materna – spiega Aloisi – Spogliare i quartieri di attività a nostro avviso non fa altro che richiamare i malintenzionati: è noto che San Luigi sia il rione più colpito dalla microcriminalità quindi proviamo a fare l'inverso, a portare vita nelle zone residenziali. Questo livello di prevenzione funziona di più delle telecamere».
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