Gioco
La denuncia di Agorà Cittadinanza attiva: "Regione piegata alle lobby geotermiche"
I comitati contrari allo sfruttamento: "In dieci mesi ha aumentato del 98% la previsione della potenza installata"
CINIGIANO. La Regione Toscana ha deliberato di aggiungere a quelli già autorizzati altri 225 Megawatt di potenza ricavati dalla geotermia. Forse la Regione ha accettato suggerimenti dalle “lobby della geotermia” – come le definiscono gli ambientalisti – in grado di far modificare leggi approvate pochi mesi prima? La domanda la pongono i comitati antigeotermici, che sono insorti alla notizia.
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Agorà Cittadinanza attiva di Monticello Amiata, nel suo blog, riprendendo la posizione del Comitato difensori della Toscana, ricostruisce la storia di queste scelte politiche.
«Al 2011 in Toscana risultano operanti 33 impianti geotermici – spiega Agorà – con una potenza pari a 772 Mw che hanno prodotto, nello stesso anno 5.654,3 Gigawatt/ora di energia elettrica. Per raggiungere l’obiettivo di 6.450 Gigawatt/ora imposto dal burden sharing mancherebbero da installare 113,7 Mw».
L’11 febbraio 2015 il consiglio regionale approva il Paer e dopo cinque giorni la legge regionale 17, la stessa che ha bloccato per sei mesi i pozzi esplorativi e i permessi di ricerca geotermica. All’articolo 2 si legge che l’obiettivo è assicurare un’attività di ricerca adeguata a raggiungere installazioni impiantistiche di potenza geotermoelettrica almeno di 150 Mw entro l’anno 2020. «Dopo soli cinque giorni – dice Agorà – la potenza geotermica da installare entro il 2020 è passata da 113,7 Mw a 150 Mw». Quindi il 15 dicembre la giunta approva i documenti di attuazione in cui specifica che a seguito degli esiti dei nuovi permessi di ricerca per 150 Mw occorrono 50 pozzi nuovi pozzi.
Il Paer al 2020 stima un incremento di potenza per gli impianti geotermoelettrici così articolato: 15 Mw dalla realizzazione di impianti geotermici pilota (quindi dando per scontata la costruzione di tre centrali pilota: Montenero, Casa del Corto e Castelnuovo); 40 Mw dalla centrale di Bagnore 4; 20 Mw dalla realizzazione della centrale di Monterotondo 2; 150 Mw dalle nuove centrali geotermiche a ciclo binario connesse ai permessi di ricerca vigenti.
La conclusione di Agorà? «Nell’arco di dieci mesi si è passati da 113,7 Mw a 225 Mw aggiuntivi con un incremento del 98 per cento».
Per Agorà il raggiungimento di tale stima di potenza installata (in totale 225 Mw) supera abbondantemente le necessità inerenti la sola geotermia per il burden sharing, «ma risulta necessaria» per «sopperire carenze che la regione ha su altre fonti». Carenze che, secondo Agorà, dipenderebbero dall’abbandono del fotovoltaico a favore della geotermia.
«Perché tutte queste acrobazie? – chiede Agorà – Forse una spiegazione c’è: le lobby geotermiche in Regione Toscana sono in grado di condizionare la politica energetica fino a far modificare le leggi approvate solo dieci mesi prima».
È davvero così? Davvero la Regione ha ceduto alle pressione? Sentita dal Tirreno in proposito la Regione rimanda di ventiquattr’ore la risposta «per fare e fornire un quadro dei conti preciso».
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