Trasporti
Cinquecento amici per Paolo Borghi
Il candidato Pd presenta i sostenitori. Ma ci sono nomi in più
GROSSETO. Ancor prima della battaglia a colpi di programmi, gli avversari sfoderano i loro “eserciti”. E così, a tre giorni dalle 131 firme per Lorenzo Mascagni, lo sfidante Paolo Borghi svela le sue “truppe”: 512 persone che hanno firmato per vederlo sulla scheda elettorale e, da lì, sulla poltrona di primo cittadino.
L’autocandidato alle primarie del Pd già qualche giorno fa aveva consegnato una trentina di firme definite «scelte», raccolte in seno all’unione comunale del Pd.
«Stavolta – dice Borghi – sono firme che vengono dalla società civile, persone che spontaneamente mi hanno dato il loro sostegno. Ed è una cosa che mi fa doppiamente piacere, perché non ho chiesto niente a nessuno. Le persone che mi sono vicine non c’entrano: questa è stata una cosa partita da tanti amici che mi vogliono bene e che in poche ore hanno raccolto una valanga di firme. Mi ha fatto immensamente piacere, perché sento la gente vicina. Ringrazio tutti di cuore per la stima e la fiducia».
Come era già successo in occasione della divulgazione dei nomi in favore di Mascagni, anche il comitato di Borghi nella fretta di rendere pubblica la mole dei sostenitori è inciampato in qualche firma di troppo. E così, a sette ore dalla divulgazione dell’elenco, finito su Internet in tarda mattinata (lo si può consultare anche sul sito del Tirreno), il comitato ha chiesto l’errata corrige, tramite l’ufficio stampa Studio Kalimero (che li aveva diffusi), di sei nomi che figuravano «per errore» e non rientrano tra i firmatari.
Il primo a chiedere immediata cancellazione del nome del figlio Nazzareno dalla lista è stato il consigliere comunale Pd Biagio D’Alise che, su Facebook, ha minacciato di ricorrere addirittura alle vie legali. E per dimostrare che Nazzareno non avrebbe potuto firmare ha anche portato le prove: «Era assente da Grosseto da 20 giorni».
La reazione del compagno di partito ha fatto correre ai ripari il comitato. E così in serata il comitato ha divulgato prima un generico annuncio di future «opportune verifiche» per «l’errore dovuto alla ristrettezza dei tempi con cui la raccolta delle firme è avvenuta». Poi una seconda nota con i nomi di sei persone che non hanno firmato: oltre a Nazzareno D’Alise, anche Francesco Nisi, Nicola Lettieri, Maria Laura Borsetti, Andrea Santi, Nicoletta Rocchi.
Salvo altre eventuali e al momento non prevedibili defezioni, resta comunque un elenco di 512 uomini e donne che sostengono Borghi, «cittadini iscritti al Pd – dice il comitato – ma non solo. Il gruppo, rappresentativo dei tanti spaccati della società grossetana, è un primo segnale forte del consenso trasversale che l’attuale vicesindaco ha saputo costruire nel corso di questi anni sulla sua persona». Per il comitato sostenitore «solo così Grosseto potrà cambiare passo». E proprio l’hashtag #cambiarepasso sta cominciando a circolare sul web come simbolo della campagna per le primarie.
L’esercito dei borghiani, però, pare destinato a crescere, almeno così annuncia il “generale”. «Ho almeno altre cento firme sulla scrivania pronte ad essere divulgate», dice Borghi. Che, probabilmente, ha ritenuto opportuno un più attento controllo dei nominativi.
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