Sicurezza
Un canto celestiale per la Signora della Musica
Grosseto, il mondo del commercio cittadino si è riunito al cimitero di Sterpeto per l'estremo saluto a Anna Olmi, la titolare dello storico negozio di strumenti di piazza Dante.
GROSSETO. A dare l'estremo saluto a Anna Olmi, titolare dello storico negozio di musica di piazza Dante, c'era tutta la Grosseto del commercio che fu: quello storico, che in molti casi oggi ormai non ha più bottega ma che ancora rappresenta molto per la città e i grossetani.
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Anna, l'Istituzione. Anna, la Signora: anzi, la Signora della Musica. Al cimitero di Sterpeto, mercoledì 27 gennaio 2016, Anna Olmi ha salutato. Sessantanove anni sono pochi: pochi per aver combattuto per anni la malattia, per uscire di scena, per lasciare i suoi tre figli - Cristina, Cecilia, Alessandro: pochi soprattutto per una donna che aveva da dire ancora molto a questa città.
Di musica parla don Ezio Capitani che nella piccola cappella del cimitero di Sterpeto l'ha accompagnata sulla soglia estrema. Adesso Anna sta ancora, anzi dinuovo, ascoltando musica: «e quelle sono note celestiali, che noi non possiamo neppure immaginare» conforta il sacerdote.
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È il momento dell'Eucarestia e Don Ezio dice: «Chi vuole ricevere la comunione può formare una fila qui... a lato». Comincia un canto. È struggente ma allo stesso tempo accoglie il cuore. È un'amica di Anna che canta, sapremo dopo, al termine della funzione, da don Ezio. Intona "Panis Angelicus" quella voce di donna. Anche questo è un pizzico di quelle note celestiali di cui diceva poc'anzi don Ezio.
La messa è finita. Il feretro esce dalla cappella: sopra c'è un solo piccolo mazzo di fiori e una mano ne aggiunge un secondo: rose rosa. Così dovrebbe aver voluto Anna. Così è stato scelto.
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Chi distoglie lo sguardo dal dolore vede che stanno sfilando i personaggi delle Logge della Grosseto degli Anni Settanta: sono i commercianti la cui attività, in quegli anni, guardavano la statua del Canapone. Orefici, ottici, farmacisti. La "crema" del commercio grossetano, i rappresentanti del salotto buono di cui anche Anna Olmi faceva parte. E c'è persino chi per tanti anni è stato suo concorrente: stessa tipologia merceologica, solo in un altro luogo della città.
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