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Giallo di via Rossini: la Procura aspetta risposte

Giallo di via Rossini: la Procura aspetta risposte

L’autopsia sulla salma di Bruno Bellucci potrebbe chiarire se l’uomo è stato assassinato

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GROSSETO. A un primo esame, effettuato sul corpo di Bruno Bellucci, già dentro l’appartamento al pianterreno di via Rossini, l’equipe medico-legale dell’università di Siena avrebbe optato per un malore. La ferita trovata sulla testa del cinquantasettenne sarebbe stata provocata dalla caduta. Ma per avere qualche certezza in più bisogna aspettare che il referto arrivi in Procura dove le indagini della squadra mobile sono coordinate dal sostituto procuratore Maria Navarro.

Bocche cucite, ieri, nel palazzo di via Monterosa. Il puzzle da comporre non è dei più semplici quando le ipotesi investigative sono così diverse tra loro: morte naturale o omicidio? Bruno Bellucci viveva in quell’appartamento da anni, ormai. Aveva una compagna con la quale abitava proprio in via Rossini e spesso i vicini li sentivano litigare. Almeno nelle ultime settimane. Scenate di gelosia, cose che tra le coppie succedono.

La donna, che ha chiamato il 118 appena ha trovato Bellucci sdraiato per terra in quella pozza di sangue in camera da letto, è stato ascoltata a lungo dagli uomini della squadra mobile, mentre la scientifica e il medico legale con i suoi assistenti raccoglievano tracce nella casa a due passi dal cimitero di Sterpeto. Il corpo di Bellucci nel pomeriggio è stato portato all’obitorio del Misericordia dove era programmata l’autopsia effettuata dall’equipe del professor Mario Gabbrielli dell’Università di Siena. Una volta finiti gli accertamenti, il corpo dell’uomo sarà restituito ai suoi familiari che potranno salutarlo per l’ultima volta. Con la speranza, che la soluzione di questo giallo, sia vicina.

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