Il Tirreno

Grosseto

Mascagni c’è Oggi parte la grande corsa

di Enrico Pizzi
Mascagni c’è Oggi parte la grande corsa

Le 131 firme a sostegno convincono l’avvocato Che darà l’annuncio al parco di via Ximenes

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GROSSETO. «Ci vediamo in via Ximenes, al parco!». L’avvocato e consigliere comunale del Partito democratico Lorenzo Mascagni ha dato appuntamento a tutti – stampa e amici – nel parco giochi storico di Grosseto, per oggi alle 14.30. Lo ha fatto ieri, attraverso il suo profilo Facebook, con un messaggio che non lascia troppo spazio alla fantasia e prelude chiaramente alla decisione di candidarsi alle primarie e sfidare il vicesindaco uscente Paolo Borghi.

Dopo settimane di pressing, dopo un documento a suo sostegno firmato da oltre un’ottantina di cittadini che gli chiedevano di candidarsi a sindaco, e dopo il più recente documento che invece ha raccolto le firme di 131 iscritti al Pd, tra cui non pochi consiglieri comunali, dirigenti locali e perfino il sindaco uscente Emilio Bonifazi e il capogruppo in consiglio comunale Leonardo Marras, alla fine Mascagni ha sciolto le riserve, ha deciso e oggi ufficializzerà la sua candidatura.

«Amici – ha scritto sul suo profilo Facebook – qualcosa di sorprendente e per me inaspettato è accaduto in queste settimane: una comunità di persone si è messa in cammino animata dalla passione per la nostra casa comune. Proverò a raccontarlo agli organi di informazione in un luogo significativo per me e per la nostra città: il parco giochi “Renato Pollini” di via Ximenes. E se ci sarete anche voi, sarà ancor più bello!».

Mascagni non vuole anticipare nulla di quello che dirà oggi, nemmeno perché abbia scelto il parco giochi cittadino di via Ximenes per annunciare la propria disponibilità a candidarsi alle primarie e, evidentemente, in caso di vittoria, a provare a mantenere al centrosinistra il governo del Comune di Grosseto. Si limita a ricordare che quando il suo nome era uscito la prima volta come possibile competitor di Borghi, aveva posto, come condizione, che la sua eventuale candidatura avesse la capacità di unire, ricucire le varie anime del Pd e del centrosinistra più in generale. I 131 firmatari del documento tutto interno al Pd, in cui gli viene chiesto di candidarsi, sono un segnale forte nel senso della condizione che Mascagni aveva posto: salvo i “borghiani” di ferro, tra quelle 131 firme si riconoscono esponenti appartenenti a tutte le anime del Partito democratico.

Un segnale che viene colto anche dai socialisti che, pur volendo candidare alle primarie il segretario Francesco Giorgi, avevano lasciato una porta aperta a un possibile sostegno a Mascagni, nel caso avesse avuto il sostegno forte del suo partito. «Quelle firme per Mascagni – dice Giorgi – sono un sostegno indubbiamente “pesante”: il mio partito vedrà il da farsi dopo la presentazione della candidatura».

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