Sicurezza
Etruria, annullate le manifestazioni a Grosseto e all'Argentario
Non ci sarà alcun presidio di fronte alle filiali come era stato annunciato per il 27 gennaio. Confermata invece la grande assemblea pubblica con il vertice regionale di Federconsumatori nella sede della Fondazione Il Sole
GROSSETO. Almeno per il momento, non torna in piazza il popolo maremmano dei beffati dalle obbligazioni tossiche Etruria. Mercoledì 27 gennaio 2016 non ci sarà alcuna manifestazione di fronte alle filiali della banca: né a Grosseto né a Porto Santo Stefano, come invece era stato annunciato. Il 27 gennaio per i risparmiatori sarà piuttosto il giorno dell'informazione, dei chiarimenti, della costruzione di un percorso - a tappe e non facile - per rientrare in possesso dei loro denari bruciati dai titoli emessi dalla banca aretina.
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.12815978:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2016/01/21/news/etruria-i-beffati-ora-passano-al-contrattacco-1.12815978]]
I risparmiatori chiedono come, quando e in quale percentuale potranno riavere i risparmi che la debacle Etruria ha mandato in fumo. Il 27 gennaio 2016 si riuniranno nella sede della Fondazione Il Sole (via Uranio). Qui, a partire dalle 16, si svolgerà un’assemblea pubblica promossa da Federconsumatori Grosseto; sarà presente il numero uno toscano dell’associazione che tutela i consumatori – Fulvio Farnesi – che sarà di ritorno da Roma e quindi, è l’auspicio, con notizie fresche.
Notizie, ad esempio, sul fondo di natura sociale da 120 milioni di euro che il Governo Renzi propone di aprire – ma che per il momento è vuoto – per indennizzare i cittadini che hanno perso i loro soldi. Centoventi milioni di euro è l’idea di dotazione finanziaria messa sul tavolo da Roma. Servirebbe ad andare in soccorso dei beffati di tutte e quattro le banche saltate (e salvate): Etruria, Banca Marche, Cassa Ferrara, e CariChieti. Cioè dovrebbe “rimborsare” 12.400 clienti in Italia che hanno perso complessivamente 431 milioni di euro. In altre parole: la dote del fondo sociale – se tale rimane e il Governo non alzerà la posta – non basterà neppure per ridare ossigeno ai polmoni dei risparmiatori (per la quasi totalità toscani) gabbati dalla sola Etruria, che solo con le emissione-colpaccio del 2013 sfornò titoli per 180 milioni di euro. Fate voi.
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.12635158:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2015/12/17/news/etruria-insulti-a-chi-non-vendeva-abbastanza-bond-1.12635158]]
Le associazioni che tutelano i diritti dei cittadini mettono in guardia dalla chimera del fondo sociale. Lo fa Confconsumatori che ha depositato alla Camera di Commercio di Grosseto un’istanza per la mediazione obbligatoria (primo passo previsto dalla norma) a tutela di 101 risparmiatori.
Lo fa Federconsumatori che ha sotto mano 1.200 casi di clienti aretini e 600 tra Grosseto, Siena, Livorno e Firenze: «L’arbitrato (la procedura legata al fondo sociale, ndr) – dice Farnesi – può essere una via più veloce (rispetto a quella legale) per sanare i contenziosi, ma rischia di essere un mezzo inganno per i cittadini più deboli» che potrebbero essere costretti ad accettare la logica dei “pochi, maledetti e subito” (in effetti, “subito”, è certo, non sarà).
Federconsumatori sta portando avanti un lavoro di mappatura delle posizioni dei singoli risparmiatori beffati: «Non abbiamo mai perso di vista – dice Farnesi – l’obiettivo della la restituzione dei risparmi. Per questo stiamo raccogliendo una serie di dati utili ad avere un quadro, individuale e di insieme, che consenta di dimostrare lo scarto tra propensione al rischio dei risparmiatori coinvolti e la tipologia dei prodotti finanziari acquistati su “buoni consigli” della Banca».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
