Il Tirreno

Grosseto

Vivarelli Colonna col botto

di Enrico Pizzi

Il candidato del centrodestra si presenta al pubblico in una sala stracolma

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GROSSETO. La sala della Fondazione Il Sole stracolma, ieri mattina. Donne e uomini di un centrodestra che solo pochi mesi fa era una diaspora.

È toccato a Gianni Iapichino, ex saltatore con l’asta, amico dai tempi della scuola e dello sport praticato a livello agonistico, rompere il ghiaccio e parlare di Antonfrancesco Vivarelli Colonna nel giorno in cui si ufficializzava la sua candidatura a sindaco di Grosseto. «Antonfrancesco – ricorda Iapichino – era un nuotatore, si alzava alle 5 per allenarsi e poi veniva a scuola. Stargli dietro è sempre stato un problema, come quando voleva fare il record del mondo di 24 ore di nuoto. È sempre stato dotato di forza di volontà, determinazione, da piccolo come ora, ma anche di bontà, generosità, nobiltà d’animo, tanto da sfidare l’impossibile anche per gli amici. Non si ferma davanti a niente e le difficoltà per lui sono sempre sormontabili. Ha carattere, intelligenza, sa quello che fa è quello che dice».

Vivarelli Colonna, classe ’69, nato a Firenze ma con salde radici grossetane, prima di prendere le redini dell’azienda di famiglia, in Maremma, nel 1998, ha fatto di tutto, dall’Accademia navale di Livorno all’avvio della carriera militare come tenente di cavalleria. Poi la chiamata di suo padre e il ritorno in Maremma, dove era il cuore. E via alla sua attività di agricoltore e allevatore prima, e poi l’impegno in Confagricoltura, gli incarichi di responsabilità, le lotte e le vittorie, ultima tra tutte, quella per l’abolizione dell’Imu agricola. Flavia Cutini, giovane commercialista grossetana, interviene per spiegare la sua scelta per Vivarelli Colonna. «Sono sempre stata distante dalla politica, la ritenevo noiosa e incomprensibile – dice - Ero disillusa. Ma Antonfrancesco è un vulcano di idee e progetti, un gran lavoratore, non un politico di professione, fa sue le battaglie degli altri e la città di Grosseto potrà essere quella che noi tutti vogliamo, pulita, sicura, viva, ricca di opportunità per tutti, punto di riferimento della Maremma». Prima di intervenire, Vivarelli Colonna si affida a una citazione del sindaco di Firenze Giorgio la Pira, che sottolinea il valore cristiano dell’impegno politico. Subito dopo sale sul palco, si prende il lungo applauso e poi esordisce con un «Sento un profumo di vittoria. Iniziamo – prosegue – da un luogo simbolo di una Grosseto che funziona, una Grosseto sociale» e chiama a intervenire il presidente della Fondazione Il Sole, Massimiliano Frascino. Poi arriva il suo momento. Vivarelli Colonna parla della coalizione «variegata e complessa» messa insieme, «la passione, il cuore, le facce pulite di giovani che non hanno mai avuto a che fare con la politica, insieme all’esperienza dei partiti. In barba a tutti quelli che credevano che il centrodestra fosse disunito, in 20 giorni abbiamo costruito un’organizzazione mostruosa, siamo granitici, fusi come l’acciaio, per dare la scossa a Grosseto». Vivarelli Colonna non nega che la scelta di candidarsi sia stata difficile. «Il motivo principale per cui l’ho fatta – spiega - è semplice: amore per questa città e per la Maremma». Nella vita finora non mi ha mai fermato nessuno, e lo dimostrerò anche stavolta: in questa Grosseto troppo appiattita, normale, grigia, siamo un arcobaleno contro il grigiume di chi ha governato fino a oggi». Vivarelli Colonna ha sottolineato che «ci sono tutte le precondizioni per vincere» e ha citato alcuni dati di un sondaggio che darebbe il centrodestra al 39 %, al 34 il Pd e al 19 M5s. «Siamo una forza che unita è inarrestabile e crescerà giorno per giorno».

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