Il Tirreno

Grosseto

Uccisa da un malore a 26 anni

di Francesca Gori
Clelia Fini
◗
Clelia Fini

Grosseto: la ragazza si è sentita male in carcere, è morta dopo quasi due settimane nel reparto di rianimazione a Pisa

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Clelia se n’è andata in silenzio, senza attraversare il grigiore della città. Clelia se n’è andata a soli 26 anni. Uccisa da un arresto cardiaco, stando ai primi risultati dell’autopsia disposta dalla Procura di Pisa. Perché Clelia Fini è morta nella città della torre pendente, all’ospedale Cisanello dove era stata ricoverata il giorno dell’ultimo dell’anno.

Era nella sua camera al carcere don Bosco, dove era arrivata per scontare una condanna a un anno, la scorsa estate. Aveva già percorso metà di quella strada che l’avrebbe vista presto libera. Aveva già attraversato due stagioni quando, il giorno dell’ultimo dell’anno, si è sentita male. Si è accasciata e il personale dell’istituto penitenziario si è accorto subito che le sue condizioni erano molto gravi. Nella struttura c’è anche un servizio medico, ma Clelia stava molto male ed è stata portata subito all’ospedale Cisanello dove è stata ricoverata nel reparto di Rianimazione.

È rimasta lì, sospesa tra la vita e la morte per più di dieci giorni. I medici hanno fatto di tutto per salvarle la vita ma il suo giovane cuore ha smesso di battere. Clelia se n’è andata spalancando un abisso di dolore nella vita di suo padre e di sua madre che per settimane hanno sperato che la loro unica figlia si salvasse.

Clelia Fini era stata arrestata a luglio dalla polizia, dopo che era stata trovata in una cabina del telefono in piazza della stazione. Due settimane prima aveva tentato di rubare una bicicletta e il giudice per le indagini preliminari aveva disposto i domiciliari. La ragazza però, quella domenica d’agosto era uscita lo stesso da casa e, quando aveva visto arrivare la volante della polizia, aveva cercato di nascondersi nella cabina.

Per lei si erano aperte le porte del carcere di Pisa dove scontare quella condanna. Poi, una volta fuori, avrebbe ripreso la sua vita di ventiseienne e avrebbe anche ricominciato a coltivare la sua grande passione per i cani che aveva ereditato dal padre.

Stava facendo il suo percorso e lo stava anche facendo bene. A casa sarebbe tornata in estate, se il suo cuore non avesse battuto male il tempo proprio il giorno dell’ultimo dell’anno.

La Procura di Pisa ha aperto un fascicolo per accertare se vi siano state o meno responsabilità. Se qualcuno abbia sbagliato qualcosa. Giovedì, all’obitorio del Cisanello, si è svolta l’autopsia sul corpo della ventiseienne e ora la famiglia, assistita dall’avvocato Elena Pellegrini, sta aspettando i risultati dell’esame. La salma della ragazza è già stata restituita ai familiari e, dai primi riscontri, sembra che la ragazza sia morta per cause naturali.

Una morte che ha lasciato senza fiato i parenti, gli amici e tutte le persone che l’avevano conosciuta, quelli con i quali aveva percorso un tratto di strada troppo breve per essere interrotto da un arresto cardiaco.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa