Sicurezza
La rinascita dell’Idroscalo
Presentata in Comune la prima bozza del progetto
ORBETELLO. Il parco dell’ex Idroscalo verso una nuova vita: è stata presentata alla giunta e agli uffici tecnici e urbanistici di Orbetello, da parte dello studio di Roma incaricato dal Comune, una prima bozza del piano attuativo che ha evidenziato gli aspetti salienti della riqualificazione e sarà illustrata ai cittadini.
«La zona dell’Idroscalo ha moltissimi vincoli – dice il sindaco - Il nostro obiettivo è quello di avere un progetto che ci permetta di andare a cercare le risorse necessarie per dare il via alla riqualificazione». Il progetto sarebbe indispensabile per trovare soldi dai privati, dall’Europa e dalla Regione Toscana. «Altissimi i costi per rimettere a posto la zona di cui fanno parte anche le mura. Solo per quelle – spiega Paffetti – sono necessari circa 2 milioni di euro ed è impensabile che li tiri fuori un privato che dalle mura non ha certo un ritorno economico».
Serve un progetto appetibile. «Il progetto che prevede una “rigenerazione urbana” prevede una redistribuzione delle volumetrie e cerca di mantenere la trama e la struttura storica dell’Idroscalo. Il palazzo lungo il Fosso Glacis deve rimanere dov’è, essere ricostruito e potrebbe diventare il famoso museo delle trasvolate». Un museo che parta dal passato per spiegare i meccanismi del volo ai giovani e alle scolaresche. «Mantenere l’impronta storica, valorizzare la parte dedicata agli sport, riqualificare la parte che dà sulla laguna creando una piazza e una parte legata all’infanzia nel parco delle Crociere con una rivalutazione del verde e la realizzazione di una struttura che faccia da punto di aggregazione». L’Idroscalo dovrà essere “appetibile”. «Dovrà essere una zona in cui ogni fine settimana e per tutto l’anno si possano fare eventi che richiamino gente che andrà anche in centro a Orbetello». La zona da cui è partito Italo Balbo potrebbe diventare un punto in cui esporre l’agroalimentare, fare congressi, eventi, mercati.
«I due temi principali - conclude Paffetti - saranno quello del volo (col museo) e la vetrina agroalimentare ittica. Non dobbiamo solo sistemare un parco, ma renderlo vivo e creare posti di lavoro». (i.a.)
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