La manifestazione
Il terrorismo non ferma il coraggio di don Sandro
PORTO SANTO STEFANO. Quando il terrorismo non ferma la misericordia. Dopo l’attentato nella capitale Ouagadougou, all’hotel Splendid, il Burkina Faso rialza la testa. La vita deve andare avanti, e...
PORTO SANTO STEFANO. Quando il terrorismo non ferma la misericordia. Dopo l’attentato nella capitale Ouagadougou, all’hotel Splendid, il Burkina Faso rialza la testa.
La vita deve andare avanti, e anche per questo il parroco di Porto Santo Stefano, don Sandro Lusini, non annulla il suo viaggio programmato da tempo per domani.
Anzi, il sacerdote partirà con ancora più vicinanza verso una popolazione ferita, una comunità che aiuta già da vent’anni con le sue missioni e la raccolta fondi che, anno dopo anno, sta portando numerosi benefici.
Sono stati ultimati, tra gli altri progetti, un padiglione e una cappella all’ospedale di Bam (realizzati con la vendita del libro CuoreNero), un padiglione del pronto soccorso, della radiologia e della medicina del centro medico di Bam, realizzato con il ricavato della vendita dei libri “Destinazione Santiago”, “CuoreNero” e “La Maremma x il Burkina”.
Con le offerte delle parrocchie della Costa d’Argento e di Napoli, inoltre, sta per giungere a completamento anche un padiglione che ospiterà i medici e gli infermieri.
La diocesi di Porto Santo Stefano, insomma, svolge da anni un ruolo fondamentale e di primissimo piano per l’aiuto e lo sviluppo del Burkina Faso.
In particolare, proprio don Sandro si reca soprattutto presso la diocesi di Ouahigouya, dove viene permesso a tanti bambini di quello che è uno dei paesi più poveri del mondo di poter andare a scuola e avere un’istruzione di base, oltre a delle cure mediche appropriate.
È stata inoltre inaugurata nel 2008, dopo una costruzione di dieci anni, la cattedrale Nostro Signore Re dell’Universo, situata nella diocesi di Ouahigouya nel nord del Burkina Faso, la cui croce che sovrasta la struttura proviene dalla chiesa dell’Immacolata di Porto Santo Stefano.
In Burkina Faso si sta formando nel tempo una forte comunità cristiana, nonostante la percentuale sia del 20% sulla popolazione, in costante crescita ogni anno.
«L’allarme dell’attentato è rientrato - racconta don Sandro - altrimenti non ci avrebbero fatto neanche partire. Faremo i nostri giri per i progetti che abbiamo con i ragazzi e con le scuole - prosegue il parroco - le adozioni a distanza e l’ospedale che stiamo costruendo. È anche un momento in cui dimostriamo la solidarietà e la vicinanza in questo momento difficile sia per il mondo che per il Burkina Faso non solo per l’attentato, ma specialmente dopo il colpo di stato dello scorso anno, le nuove elezioni che ci sono state e la situazione generale dell’Africa sub sahariana».
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