Il Tirreno

Grosseto

Da dieci anni aspetta il via libera per escavare inerti

SEMPRONIANO. Cava di Poggio Sassone fra Catabbio e Semproniano: dopo anni qualcosa deve muoversi. «Lo chiediamo in qualità di proprietari della Srl Beton Cave Olivi – dice Giancarlo Olivi – Noi...

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SEMPRONIANO. Cava di Poggio Sassone fra Catabbio e Semproniano: dopo anni qualcosa deve muoversi. «Lo chiediamo in qualità di proprietari della Srl Beton Cave Olivi – dice Giancarlo Olivi – Noi vorremmo realizzare un progetto che affonda le radici nel 2006 oppure sapere, una volta per tutte, che il progetto non è fattibile. Sarebbe un peccato, però, visto che la nostra impresa (l’impresa dei fratelli Giancarlo e Giampiero Olivi) dà lavoro a decine di persone, alcune di Semproniano».

Sono trascorsi dieci anni da quando, nel maggio 2006 la giunta di Semproniano guidata dal sindaco Gianni Bellini richiese alla Regione l’inclusione nell’allora piano delle attività estrattive dell’area in località Poggio Sassone».

«La vecchia cava – spiega Giancarlo Olivi – era in esaurimento» quindi «l’idea di chiedere al Comune un permesso per aprire la cava di Poggio Sassone per inerti calcarei. Da allora sono cominciati i dolori. Un lungo iter, che subito si incagliò perché la Regione stava per trasferire le deleghe in materia di cave alla Provincia. «L’unico ente che presentò osservazioni fu la Soprintendenza per i Beni culturali e ambientali che richiese la tutela della zona boscata e delle piante camporili – osserva Olivi – e che dette indicazioni con variazione di perimetrazione dell’area e prescrizioni per il Comune. In seguito, non avendo avuto alcuna osservazione ed essendosi la Soprintendenza dichiarata soddisfatta, l’Amministrazione provinciale ha approvato definitivamente la previsione. Ma a questo punto bisognava rispondere alla domanda: “Una volta inserita nello strumento urbanistico, la cava era soggetta o no a Vas?”» si domanda Olivi. «Si è aperto – continua – il procedimento per saperlo. La documentazione è passata in mano al Nucleo di valutazione dell’Unione (Nuv): secondo il Nuv la Vas ci voleva».

Nel frattempo, a Semproniano, il nuovo governo cittadino avvia il procedimento per la Vas. Contro questa decisione l’azienda interessata all’attività estrattiva fa ricorso perché non ravvisa la necessità di una Vas. I Nuv ne riconferma invece la necessità. Insomma una questione labirintica a proposito della quale l’attuale maggioranza, che quando era minoranza contestò duramente l’idea di una cava a Poggio Saccone, sembra, secondo Olivi, andare lenta: «E noi per poter proseguire il progetto di Poggio Sassone dobbiamo anche bonificare la ex cava di Cà di Brizio che avevamo lasciato come era perché i macchinari avevamo in animo di trasferirli a Poggio Sassone. Ma a questo punto bonificheremo: vediamo se in questo modo riusciremo a sbrogliare questa matassa. Ho tredici famiglie a cui do lavoro e vorrei avere la possibilità di garantire occupazione. Francamente, dieci anni sul filo del rasoio sono troppi».

Dal canto suo, l’Amministrazione comunale, per bocca del vicesindaco Lucio Corsetti, replica: «Noi due anni fa eravamo pronti per la Vas – dice Corsetti – ma è stata la srl Olivi a fare ricorso, perdendo, così sette -otto mesi. Adesso, dopo la bonifica di Cà di Brizio che è comunque indispensabile, dobbiamo attendere il prossimo bilancio. Abbiamo la cifra per la Vas vincolata, ma siamo a cavallo di bilancio e non possiamo procedere prima dell’approvazione. Ma si tratta di aspettare poco».

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