Sicurezza
Salasso Tari, interrogazione sull’inceneritore
Arcidosso, la minoranza chiede spiegazioni su rincari e funzionamento dell’impianto di Scarlino
ARCIDOSSO. Il 28 gennaio alle 21 ad Arcidosso si tiene i il consiglio comunale. Pochi i punti all’ordine del giorno, fra i quali spicca l’atteso miglioramento della strada comunale di Monte Labro, Macchie Aquilaia, per la quale occorre l’autorizzazione all’Unione dei Comuni per effettuare i lavori di manutenzione e ripristino.
La minoranza poi chiede di approvare una mozione il cui argomento è il rapporto fra tasse locali e inceneritore di Scarlino, che brucia cdr (combustibile da rifiuti) ricavato dalla raccolta indifferenziata di tutta la provincia, compreso Arcidosso.
Il ragionamento che Lazzeroni chiede di approvare in consiglio, con relative prese di posizione, è il seguente: le tariffe Tari non sono diminuite e si profilano anche altri aggravi per i contribuenti. «Quanto affermo si rileva nel bilancio di previsione anno 2015 e nel bilancio triennale appena approvati», dice.
Ma perché si profilano nuovi aggravi? «Perché è concreta la possibilità che il debito della società Scarlino Energia possa essere spalmato in un prossimo futuro su tutti i contribuenti, non solo arcidossini» ipotizza Lazzeroni, che ricorda che «la Scarlino Energia, in gravi difficoltà economiche, ha avviato le procedure di concordato preventivo per tentare un risanamento». E cita pure l’opinione espressa dall’ingegner Annino, ex dirigente apicale della Ansaldo e consulente del comitato contrario all’inceneritore, secondo cui «l’inceneritore di Scarlino non ha le caratteristiche tecniche per poter essere economicamente valido, oltre che disporre di tutti gli impianti previsti dalle norme».
Lazzeroni riferisce anche «la nota del presidente del consiglio direttivo dell’Ato rifiuti Toscana sud del 28 luglio 2014, inoltrata ai sindaci, che prospetta un interesse a cogestire l’inceneritore di Scarlino. Se tale interesse di Ato Toscana Sud, si dovesse tradurre concretamente – incalza Lazzeroni – si potrebbe avere come risultato del concordato una società pubblica o partecipata, quale nuova proprietaria dell’inceneritore di Scarlino, che scaricherebbe sui cittadini le perdite di bilancio. Visti gli errori, già compiuti nel passato dall’Ato nel puntare all’incenerimento, anziché al recupero di materie, con il sovradimensionamento degli impianti delle Strillaie e le relative condizioni di conferimento dei rifiuti indifferenziati a tale impianto per i prossimi 28 anni, che hanno prodotto in provincia le tariffe tra le più alte e le raccolte differenziate tra le più basse in Italia». Da qui potrebbe derivare, anche per i contribuenti arcidossini, il futuro aumento delle tariffe. La mozione impegna, dunque, l’amministrazione di Arcidosso a «promuovere in sede di Ato una verifica tecnica sulle reali capacità tecniche ed economiche dell’inceneritore di Scarlino, affidando la consulenza a un collegio peritale, in cui sia presente Annino» e di «aprire un dibattito in seno al consiglio comunale per riportare le decisioni in materia di rifiuti tra i rappresentanti legittimamente delegati a decidere le forme di raccolta e smaltimento rifiuti urbani».
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