Il Tirreno

Grosseto

La Regione “mangia” dipendenti

di Gabriele Baldanzi
La Regione “mangia” dipendenti

Da Palazzo Aldobrandeschi le competenze trasferite a Firenze, ecco come si svuota la Provincia

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GROSSETO. S’ingrossa il ventre della Regione Toscana, che passa da 2.000 a oltre 3.000 dipendenti. Perde peso la Provincia di Grosseto. Un travaso di persone e competenze.

Ieri l’assessore alle Riforme istituzionali e ai rapporti con gli Enti locali Vittorio Bugli, il presidente della Provincia di Grosseto Emilio Bonifazi e il capogruppo Pd a Firenze Leonardo Marras hanno spiegato - prima ai giornalisti, poi ai dipendenti riuniti in assemblea - cosa e come cambierà la loro vita lavorativa con la riorganizzazione istituzionale in corso. La Toscana è la prima regione italiana a mettere in atto la riforma Delrio, che ha svuotato le Province, affidando alle Regioni nuove competenze e funzioni.

Lo scorso 2 gennaio la Provincia di Grosseto ha trasferito 144 dipendenti (più due dirigenti: Fabio Fabbri e Renzo Ricciardi, rispettivamente a capo di agricoltura e difesa del suolo) e oggi conta trecento persone in meno in organico rispetto al giorno in cui il Governo Renzi attivò la riforma.

Agricoltura, ambiente, difesa del suolo, manutenzione della viabilità regionale sono state affidate a Firenze, insieme a caccia e pesca, energia, istruzione e formazione; in “coabitazione” anche i centri per l’impiego.

I dipendenti che non cambieranno casacca, invece, sono più o meno duecento.

Per la maggior parte si tratta di cantonieri, operai.

A palazzo Aldobrandeschi resterà un solo dirigente (la dottoressa Silvia Petri) che dovrà garantire quello che prima veniva svolto da otto dirigenti.

Il direttore generale Emilio Ubaldino (che è dipendente del Ministero dell’Interno e non della Provincia), decadrà a giugno insieme all’attuale presidente Emilio Bonifazi.

Insomma, da questo momento dovremo iniziare a ripensare la Regione come qualcosa di diverso: più vicino, con ambiti e responsabilità che prima venivano facilmente associate a questo o quel palazzo, a questo o quel volto.

«È una sfida importante, di enorme impatto. Non saremo più soltanto un ente di programmazione e pianificazione, non faremo più solo un “controllo alto” delle cose. Staremo al pezzo sui territori su tutta una serie di temi. Dovremo dimostrare capacità operativa, capacità di uniformare, sul medio-lungo periodo di risparmiare».

Concetti che mettono in evidenza anche il presidente della provincia di Grosseto Emilio Bonifazi e il capogruppo Pd Leonardo Marras.

Entrambi parlano di «azzerare le distanze tra Firenze e la Maremma».

E nel processo di riforma, insieme ai dipendenti e alle funzioni, sono passati alla Regione anche immobili di pregio, le roccaforti di Palazzo Aldobrandeschi in via Cavour, via Trieste e via Pietro Micca.

Leonardo Marras, nei prossimi giorni incontrerà i dipendenti di tutti gli uffici passati alla competenza regionale per affrontare insieme a loro questo momento delicato.

Dicevamo: Al momento restano 236 persone, ma nel giro di qualche mese scenderemo ancora. Ci saranno 10-11 persone che andranno al Comune di Grosseto, oltre a quelle già transitate con il trasferimento delle funzioni e delle attività che si legano al turismo e all’osservatorio sociale, un’altra ventina si ritiene che possano andare ad altri Comuni.

La sensazione è che siamo davvero in mezzo al guado della riforma istituzionale, con l’acqua che arriva alla gola. Tenere la barca in equilibrio verso un approdo sicuro sarà la sfida dei politici incontrati ieri.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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