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«L’Asl non mi dà la cannabis Io, malato, la coltivo da solo»

«L’Asl non mi dà la cannabis Io, malato, la coltivo da solo»

GROSSETO. «L’Asl ancora non mi ha dato una risposta. Non mi vogliono dare la terapia antidolore a base di cannabis di cui ho bisogno? Bene, vorrà dire che la cannabis me la coltivo da solo. Vengano...

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GROSSETO. «L’Asl ancora non mi ha dato una risposta. Non mi vogliono dare la terapia antidolore a base di cannabis di cui ho bisogno? Bene, vorrà dire che la cannabis me la coltivo da solo. Vengano pure ad arrestare un uomo malato e sofferente».

Alessio Sciolari, 58 anni, ha lanciato alcuni giorni fa sulla stampa il suo appello per poter avere accesso gratuito ai medicinali cannabinoidi, una possibilità prevista dalla Regione Toscana.

Affetto da diverse gravi malattie – artrite cronica, radicopatie, ernie al disco, polineuropatia – Alessio soffre di dolori atroci e, dopo aver passato gli ultimi anni a provare i più potenti antidolorifici, da maggio ha trovato sollievo con i preparati a base di cannabis.

L’introduzione di questo principio è relativamente recente in Italia. L’estratto usato nella terapia del dolore non provoca allucinazioni – come nel consumo cosiddetto “ludico” – e non in tutti i casi è consigliato, ma ci sono pazienti per i quali può essere l’unico rimedio possibile.

Alessio ne è convinto e per questo è stato entusiasta quando il medico che lo aveva in cura all’ospedale Misericorda di Grosseto lo scorso novembre, in occasione di un ricovero, gli ha prospettato l’ipotesi di un piano terapeutico che gli avrebbe permesso di avere la cannabis gratuita.

Durante la visita preliminare, però, il medico ha ritenuto che le sue condizioni non corrispondessero a quelle previste per l’erogazione gratuita del trattamento. Se Alessio vuole assumere cannabis terapeutica può farlo, facendosi fare una ricetta “bianca” dal medico di base. Ma deve pagarla.

Per il paziente è stata una doccia fredda e la sua reazione è stata fuori dalle righe. «L’Asl mi aveva promesso una risposta; non me l’hanno data. A questo punto non mi resta che fare denuncia tramite il mio avvocato», dice mentre è in viaggio per Roma per un ricovero. «Vivo in una regione dove è previsto la cannabis terapeutica gratuita – aggiunge – Non me la danno? E io me la coltivo da solo, a rischio di essere arrestato perché l’Asl non me la passa».

Dal canto suo l’Asl fa sapere che l’Urp ha 30 giorni di tempo per rispondere, necessari per riguardare la pratica, e che la risposta al paziente è stata inviata ieri mattina, quindi nel giro di pochi giorni, all’indirizzo da lui fornito.

Francesca Ferri

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