Il dolore
Taglio dei distretti, il rebus dei servizi
Tra poche settimane il riordino porterà a una riorganizzazione di non sono ancora chiari i contorni. Tutti i dubbi dei sindaci
GROSSETO. Questione di settimane, poi il riordino dei distretti socio-sanitari porterà anche in Maremma (e sull’Amiata) a una riorganizzazione/riduzione del numero. Si tratta di un passaggio delicato, connesso alla recente riforma sanitaria approvata dalla Regione Toscana.
«In questa fase – spiega Pierandrea Vanni, assessore al diritto alla salute del Comune di Sorano e componente del direttivo regionale di Anci – ci sono molti, forse troppi, che si affannano a dare consigli e ad avanzare soluzioni, dimenticando che il ruolo fondamentale spetta ai sindaci e alle istanze dei territori, delle quali sono portatori, con l’apporto di Anci toscana». Vanni dice la sua: «Pensare, come fa qualcuno, a un solo distretto socio sanitario per l’intera provincia di Grosseto (o al massimo a due) significa non solo essere più realisti del re ma far prevalere la logica dei numeri su quella dei problemi e delle necessità dei cittadini allontanando e accentrando in modo illogico le sedi decisionali». L’ultima considerazione di Vanni è di carattere sociale: «Il riordino non deve penalizzare le zone deboli in tema di servizi e non può ignorare l’attuale grado di funzionamento delle zone esistenti. La zona sud, per esempio, pur con inevitabili difficoltà, ha dimostrato operatività e capacità gestionale. Sono dati di fatto dei quali occorre tenere conto assieme a questo e agli altri patrimoni di esperienze, professionalità e vicinanza ai territori che vanno valorizzati, non certo penalizzati».
Francesco Limatola, sindaco di Roccastrada, ribadisce il suo pensiero in materia. «La riforma del sistema sanitario regionale ci spinge a fare una riflessione importante sui territori e sui confini delle diverse competenze. La questione centrale è: integrazione o mantenimento dello status attuale? Io sono per l’integrazione delle politiche, per la creazione di un ambito territoriale più vasto in cui si sviluppino attività e servizi. Compito di noi amministratori è, prima di tutto, valutare i bisogni di salute della comunità e in base a questi organizzare l’offerta socio sanitaria. Oggi le necessità che maggiormente si registrano sono quelle di cure primarie per fragilità, non autosufficienza, cronicità, alle quali si risponde con i servizi sul territorio. La Società della Salute è lo strumento con cui si integra l’assistenza sanitaria a quella sociale e attraverso il quale i Comuni esercitano la propria responsabilità. È un modello ormai collaudato con risultati positivi e sicuramente da replicare. Nel ragionamento sul riordino delle zone distretto, dunque, possiamo pensare anche di creare una sola, grande, Società della Salute, perché non è importante il numero di aree né la grandezza quanto il raggiungimento dell’obiettivo principale: garantire la miglior risposta possibile alle esigenze socio sanitarie della comunità». Secondo Limatola «la razionalizzazione delle risorse è molto importante, ma lo è altrettanto la qualità dei servizi rivolti ai cittadini. Con la riforma, noi sindaci abbiamo l’opportunità di essere protagonisti, ma anche responsabili nelle scelte di governo della sanità. Ecco perché ritengo che nei prossimi mesi il dibattito non si debba incentrare sulla grandezza della zona distretto o sul numero delle zone distretto. Le questioni cruciali sono altre, a partire dallo strumento operativo e associativo di cui la zona-distretto si dota. Questo non può essere la mera convenzione tra Comuni e Asl». E ieri anche l’amministrazione comunale di Pitigliano è intervenuta nel dibattito prendendo a spunto la protesta di numerose mamme che rivendicano la presenza stabile di un pediatra a Pitigliano, servizio che funziona a singhiozzo. «I nostri cittadini – dice il sindaco Pier Luigi Camilli - hanno il diritto di usufruire di servizio di serie A, come quelli dei territori metropolitani. Abbiamo chiesto con forza e ottenuto la promessa di un adeguamento dell’assistenza pediatrica per i bambini, magari rivedendo e riorganizzando la mappa delle presenze mediche, aumentandole dove necessario e diminuendole dove sono in eccesso. Pitigliano e Sorano sono distanti dai centri nevralgici, ma i nostri cittadini hanno i medesimi diritti di tutta la popolazione». Istanze che saranno portate anche nelle stanze in cui si decideranno i nuovi assetti distrettuali. (g.b.)
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