Sicurezza
Moria di pesci, dopo sei mesi la ditta deve ancora incassare
Cna: «Da tempo sollecitiamo il sindaco a finire questa telenovela incresciosa. Aspettiamo spiegazioni» Ieri Paffetti è stata in Regione e annuncia: «La questione si è sbloccata: ora potremo pagare»
ORBETELLO. Dopo 6 mesi la ditta che d’estate smaltì il pesce morto nella laguna di Orbetello non ha ancora riscosso niente. Ieri la Cna è partita all’attacco difendendo le ragioni dell’azienda e contestando duramente i ritardi e l’atteggiamento del Comune. In serata - tuttavia - la questione pare essersi sbloccata dopo che il sindaco è andata in Regione.
«A luglio - spiega Renzo Alessandi, direttore Cna - in piena emergenza ambientale e con quintali di pesce a “bagno” nella laguna di Orbetello la ditta Calussi, in forza di un’ordinanza emessa dal sindaco di Orbetello, ha rimosso e raccolto le carcasse di pesce, a rischio di putrefazione, avviandole allo smaltimento. Ebbene, la ditta Calussi ha potuto emettere la propria fattura solo a novembre». Per molti mesi l’azienda non riusciva a capire a chi dover intestare la fattura, se al Comune o ai pescatori. Per arrivare a una soluzione la Cna ha invitato il sindaco Monica Paffetti «ad adoperarsi per sollecitare il pagamento e porre fine a una telenovela incresciosa». Alessandri fa presente come ancora nessun pagamento sia avvenuto e da Orbetello tutto taccia. «Le scorse settimane abbiamo riproposto in forma scritta al primo cittadino i problemi incontrati da un’azienda di piccole dimensioni che si è fatta carico della raccolta, del deposito e successivo smaltimento di un’enorme quantità di carcasse. Abbiamo ricordato al sindaco che, nonostante i ripetuti contatti e incontri con il Comune e con la Regione, l’impresa non ha riscosso né avuto un’indicazione sui tempi di liquidazione». La Cna ha interpellato la Regione. «La risposta – dice l’associazione - non è stata quella che ci aspettavamo. Ci è stato riferito che non è necessario alcun nulla osta regionale (nessuna richiesta, peraltro, risulta essere stata inviata dal Comune) e che la Regione ha trasferito 742.000 euro al Comune. Di conseguenza, secondo l’ente fiorentino, il Comune avrebbe potuto tranquillamente pagare: primo perché aveva la copertura finanziaria necessaria (il Comune ha fatto anche una variazione di bilancio) e poi perché il decreto in virtù del quale sono stati trasferiti i soldi richiamava lo stato di emergenza ambientale. Sarebbe il caso - conclude Alessandri - che il sindaco dopo aver pagato quanto dovuto (circa 70.000 euro) desse una spiegazione plausibile».
Il sindaco ieri è andata in Regione Toscana a Firenze per parlare della laguna e anche per discutere del pagamento della Calussi. È stata approvata la variazione del piano di gestione 2015 che permetterà di utilizzare parte dei 742.000 euro non solo per la gestione ordinaria della laguna, ma anche per coprire le spese di emergenza, tra cui appunto quelle della ditta Calussi».
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