La protesta
Obbligazioni Etruria, rischio alto e remunerazione bassa: in tasca 5 euro al mese
Grosseto, Confconsumatori: risparmiatori convinti a vendere Buoni del Tesoro per prendere titoli subordinati con performance irrisorie
GROSSETO. Cinque euro al mese, macché rendimenti da favola: questo è quanto molti risparmiatori toscani hanno guadagnato con le obbligazioni subordinate Etruria prima che il Vaso di Pandora si scoperchiasse e che il capitale da loro investito andasse in fumo. Il calcolo è di Confconsumatori. E dimostra che «il rischio non poteva essere percepibile – dice Marco Festelli, avvocato del foro di Grosseto e legale dell’associazione di consumatori – proprio perché l’investitore non intascava rendimenti elevati». Vediamo il trattamento che è stato riservato a 101 risparmiatori maremmani per cui è stata appena depositata da Festelli una richiesta di risarcimento in sede di mediazione obbligatoria .
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Lo scambio. Nel 75% dei 101 casi, la Banca ha consigliato ai risparmiatori di cedere investimenti in fondi della banca, obbligazioni della banca e titoli di Stato da loro già posseduti (erano clienti per la quasi totalità “storici”) per sostituirli con obbligazioni subordinate. In molti casi la dismissione del buon vecchio titolo a favore del nuovo investimento ha garantito una remunerazione maggiore dello 0,30% - 0,50% in più, in altri casi il rendimento è stato addirittura inferiore rispetto ai più tradizionali investimenti. Nel caso delle obbligazioni Etruria, insomma, non si potranno tirare fuori le attenuanti usate ad esempio all’epoca dei Tango Bond, secondo cui i risparmiatori avrebbero dovuto sentire odore di bruciato visti i rendimenti ragguardevoli che i titoli garantivano, almeno fino all’inversione di tendenza. In molti casi il cliente ha dismesso un vecchio investimento (tendenzialmente sicuro) che gli garantiva circa il 3% per mettersi in tasca obbligazioni subordinate che gli davano lo 0,30% in più. Lo 0,30% in più all’anno lordo significa su un investimento medio di 20.000 euro un rendimento annuo di 60 euro, cinque euro al mese. Il gioco non valeva proprio la candela.
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Vendi i Btp. Un altro caso-tipo riguarda i Btp. Sempre in Maremma, i risparmiatori che nel 2013 avevano nel loro portafoglio investimenti Btp al 4,50% che assicuravano un rendimento netto del 3,85% «sono stati invogliati – dettaglia ancora il legale – a sostituirli con titoli nominali al 5% ma che in effetti al netto erano al 3,65%». In altre parole, lo scambio da Btp a subordinate comportava una perdita, dato che i Btp garantivano, una tassazione più favorevole. Bell’investimento, non c’è che dire. Che fare adesso? Il consiglio di Festelli è: «Non accettate di accedere al fondo di solidarietà, l’ipotesi di indennizzo messa in campo dal Governo, rinunciando alla chance di qualunque azione civile. Non fatevi prendere in giro. Al momento sul fondo di solidarietà non c’è alcune certezza»
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