Proteste
«Gioca con i bimbi, non è aggressivo»
Il proprietario del pitbull si dice dispiaciuto ma denuncia: «Su di lui 14 coltellate»
ROCCALBEGNA. «Un cane domestico che aggredisce un altro animale viene definito come un killer; un essere umano fornito di razionalità e intelligenza che infierisce su un cane mentre il proprietario sta arrivando sul posto come lo vogliamo descrivere?».
Il proprietario del pitbull che nei giorni scorsi ha aggredito un cavallo e, a sua volta, è stato gravemente ferito da oltre una dozzina di coltellate sferrate dal proprietario del cavallo stesso – che ha detto di aver agito così per difendere il cavallo e difendersi lui stesso – racconta una storia diversa rispetto a quella denunciata dall’uomo aggredito.
«Il cane – dice il suo proprietario – è un grande amico dei bambini e per nulla aggressivo con gli adulti; ha vissuto accanto a bambini “particolari” svolgendo attività di pet therapy dimostrando grande equilibrio e incredibile dolcezza».
Il proprietario del pitbull spiega che quel giorno, il 15 gennaio, passeggiava con la compagna e il cane lungo un ruscello. «A un tratto sono inciampato – dice – nel cadere mi è scivolato dalle mani il guinzaglio e nel rialzarmi il cane si è diretto al di là del fiume in una strada nel bosco. L’ho subito seguito e nel richiamarlo ho avvertito dei guaiti. Mi sono precipitato sul posto pensando che avesse incontrato un animale selvatico o un suo simile».
Una volta arrivato sulla strada bianca quello che ha trovato l’ha lasciato impietrito. «Ho visto un uomo accovacciato sopra il mio cane che era a terra esanime in un lago di sangue col petto squarciato – dice – A pochi metri c’era un cavallo in piedi con un calesse e una giovane ragazza. Mi sono avvicinato al mio cane in fin di vita implorando quella persona di aiutarmi a soccorrerlo. Invano. L’uomo continuava a ripetere che il cane doveva morire in quanto creatura demoniaca, che aveva morso il suo cavallo e che mi avrebbe impedito di salvargli la vita rimanendo seduto su di lui. Fortunatamente a breve è arrivata la mia compagna con la macchina, nonostante la tragica circostanza ha mantenuto la calma e ha provato a farlo ragionare».
Non appena il proprietario del cavallo si è scostato un po’ per fare una telefonata, il padrone del cane ha raccolto la sua bestiola, ormai in fin di vita, «e – spiega lui stesso – vedendo che l’uomo non aveva ferite e il cavallo stava in piedi mi sono precipitato alla clinica veterinaria più vicina dove un angelo di dottoressa ha prestato soccorso al mio cane».
La dottoressa ha contato tredici ferite alla gola provocate da arma da taglio, due delle quali profonde 6 centimetri e una ferita da taglio nella zampa. Il cane è miracolosamente sopravvissuto ma dovrà affrontare una lunga convalescenza. Il proprietario ha fatto subito denuncia ai carabinieri.
«Nessuno qui alleva cani per combattimenti – dice – Tutti i miei animali sono tenuti in modo impeccabile e a norma come hanno potuto constatare gli organi preposti».
Per questo, secondo il proprietario del pitbull, la ricostruzione fatta dal padrone del cavallo è priva di fondamento.
Il proprietario del pitbull si dice sinceramente dispiaciuto e mortificato per il cavallo che è stato morso.
«Sono amante di tutti gli animali, cavalli compresi – dice – Sono però altresì scosso dalla violenza inferta sul mio cane di 22 chili che, dopo essere stato colpito dal calcio di un cavallo di 8 quintali, finito a terra inerme è stato ripetutamente accoltellato».
L’uomo spiega che il cane viene a volte impiegato nella pet therapy «e – aggiunge – amici con bambini vengono spesso a trovarci per stare in nostra compagnia e far giocare i loro figli con i cani. Molti anche i cacciatori che hanno praticato la caccia al cinghiale e insieme ad amici e cani nella completa sicurezza nei dintorni senza incrociare “cani assassini”. L’allarme lanciato da quest’uomo riguardo il pericolo che correrebbero bambini e adulti nei boschi è quindi privo di fondamento».
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