Attenzione
Bloccano la porta con i mobili
Brutta sorpresa nell’abitazione dei genitori di Rosanna Conti Cavini
GROSSETO. Ladri in azione in via Veronese, una strada laterale davanti al Palazzetto dello sport e allo stadio Zecchini. Per la seconda volta nel giro di quasi due anni sono andati a visitare l'abitazione al secondo piano di Florindo Conti, 93 anni, e della moglie Ugolina, 88 anni, genitori della promoter internazionale di pugilato Rosanna Conti Cavini. Dopo averla ripulita nel 2014 stavolta non hanno trovato nulla di appetitoso da portare via, anche se lo spavento per i familiari è stato ugualmente tanto.
«Eravamo andati per caso a casa dei miei nonni, a cercare una vecchia giacca negli armadi e al momento di entrare ho visto che mio marito Fabrizio – racconta Monia Cavini, nipote dei proprietari - continuava a spingere la porta ma non riusciva ad entrare. Ho chiesto perché e mi ha risposto di allontanarmi: temeva che dentro ci fosse ancora qualcuno».
«Quando siamo entrati – prosegue – abbiamo visto che tutti i mobili del salotto, i divani e le poltrone soprattutto, erano stati piazzati di fronte alla porta di casa. Ma dei ladri, che sono usciti probabilmente dalla terrazza o dalla finestra, nemmeno l'ombra».
«In casa c'erano rimasti anche alcuni capi di abbigliamento o accessori di valore, come una pelliccia e una borsa di coccodrillo - prosegue la manager di boxe - ma non l'hanno toccate. Erano sicuramente alla ricerca di oggetti d’oro. In compenso hanno messo a soqquadro le due camere; i portagioie erano però vuoti e li hanno lasciati lì. Tutto l'oro di famiglia e i ricordi di una vita se li erano già portati via nell’incursione di due anni fa»
Monia Cavini conclude raccontando un aneddoto curioso: «Ironia della sorte con la nostra azienda di infissi, fondata da mio babbo Umberto, avevamo messo le inferriate a tutte le finestre del palazzo tranne che a quella dei miei nonni, per il fatto che da qualche anno, vista la loro anziana età, abitano con noi. In casa ci sono mobili di pregio, che per fortuna non hanno rovinato. Adesso saremo costretti a mettere anche lì inferriate di sicurezza».
Maurizio Caldarelli
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