Il Tirreno

Grosseto

licenziamenti alla principina: parlano i sindacati

«Una precarizzazione del lavoro»

di Elisabetta Giorgi
«Una precarizzazione del lavoro»

L’azienda ha scelto la “stagionalità”. «La ripresa è ancora lontana»

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GROSSETO. «Ancora nessuna ripresa sul territorio»». Così Claudio Renzetti, segretario provinciale della Cgil, commenta la notizia della chiusura della Fattoria Principina per due mesi fino a marzo, con licenziamento di 18 lavoratori (la 19ª è in maternità) e successiva “riassunzione” con contratti stagionali di almeno 6 mesi per 5 anni. L’accordo sindacale ha visto uniti Cgil e Cisl, assente Uil.

La Cgil. «Ad oggi - spiega meglio Renzetti - la ripresa ancora non c’è e la mia paura è che parte un’altra bolla di crisi in un territorio dove non c’è ancora stato il minimo accenno di risveglio, il che porterebbe a danni irreversibili». Quanto successo, ovvero la situazione economica che ha indotto la proprietà a scegliere di imboccare la strada della stagionalità, dice Renzetti, «è un ulteriore colpo a un territorio già di per sé martoriato. Serviranno da qui in avanti, e saranno profondamente indispensabili, elementi di novità strutturali perché altrimenti rischiamo tutti un declino inarrestabile. Perché da noi stiamo andando peggio che da altre parti? In primis per un ritardo infrastrutturale. Secondo: negli ultimi tre anni sono andate via dalla nostra provincia più di 700 famiglie di militari a partire da Poggio ballone, Quarto Stormo, Savoia Cavalleria: sono 700 famiglie di militari che in meno di 3 anni hanno portato a un progressivo impoverimento del Pil. Un indotto legato al ministero della Difesa che è venuto a mancare e sta depauperando tutto il territorio».

Se vogliamo invertire una tendenza così negativa in questa provincia, prosegue il segretario provinciale, «bisogna ripartire da manufatturiero e agrindustria: ripartire dalle eccellenze del nostro territorio e sviluppare una rete legata proprio a queste eccellenze».

La Cisl. Alessandro Gualtieri, che per la Cisl ha seguito la questione della Fattoria Principina ed è stato presente alla firma dell’accordo il 18 novembre, parla di una progressiva precarizzazione del lavoro.

Durante i vari incontri sindacali e le trattative con la proprietà «noi - spiega Gualtieri - abbiamo provato una serie di alternative che avrebbero potuto permettere una conservazione dei contratti a tempo indeterminato, ma non ci sono state le condizioni. Abbiamo fatto più proposte: non c’è stata una soluzione da loro accettata. Alla fine siamo arrivati all’accordo finale che ha visto collaboratori partecipi ed è stato votato a larga maggioranza: in questo modo vengono licenziati tutti - e si parla di 18 effettivi - ma per 5 anni c’è la conferma sulla stagionalità con minimo di 6 mesi». Nel caso in cui l’azienda dovesse tornare a “riassumere” con contratti a tempo indeterminato «l’accordo prevede che vi sia una corsia preferenziale» per gli stessi dipendenti in mobilità. «A tutti loro vengono mantenuti i soliti livelli e retribuzione». I nuovi contratti stagionali faranno perdere gli scatti di anzianità.

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