Il Tirreno

Grosseto

Maremma al top in Italia per voglia di aprire attività

di Giovanna Mezzana
Maremma al top in Italia per voglia di aprire attività

È al 1° posto nella classifica nazionale di CreditSafe per le nuove società registrate Nel 2015 sono cresciute del 22%, ma le iniziative promettenti sono assai poche

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. In Maremma si è intraprendenti: nel senso vero del termine. Grosseto ottiene la Palma d’oro della provincia del Belpaese con il maggior numero di imprese nate nel 2015: + 22% rispetto al 2014; lo dice Il Sole 24 ore riprendendo i dati di CreditSafe, società norvegese esperta nel fornire informazioni societarie. Gli addetti ai lavori invitano alla prudenza: la performance per essere giudicata scoppiettante deve essere (almeno) messa a confronto con il tasso di mortalità delle imprese. E c’è un altro aspetto che fa riflettere: Grosseto, sempre a livello Italia (vedi Il Tirreno, edizione del 3 gennaio 2016) indossa la maglia nera per natalità di start-up, così si chiamano le imprese tecnologicamente innovative e quindi più promettenti; in Maremma non ne nascono. Come è possibile essere l’alfa e l’omega? Essere contemporaneamente – entrambe le classifiche si riferiscono al 2015 – alle stelle (per imprese che aprono) e in fondo al pozzo (per imprese innovative)? È possibile. Perché in Maremma c’è voglia d’impresa ma tradizionale. E allora la speranza – di dare ossigeno ad un export che rappresenta appena l’1% di quanto la Toscana esporta – arriva dai giovani: in 325 hanno fatto domanda per usufruire delle agevolazioni, 40.000 euro a fondo perduto, messe in campo dalla Regione a favore di chi vuole creare da zero una nuova impresa agricola. Le graduatorie dei progetti approvati sono appena uscite e sono consultabili sul sito di Artea, www.artea.toscana.it (leggi le news che scorrono).

Al top. A Grosseto va il primato 2015 della provincia italiana più intraprendente: così emerge dalla classifica di CreditSafe, società che mette il naso nei rapporti di credito societari e che ha costruito un business offrendo – on-line – indicazioni commerciali per evitare cattivi pagatori e debiti. Secondo questa fonte, lo scorso anno da Monterotondo all’Ultima Spiaggia, da Grosseto all’Amiata, hanno tagliato il nastro 1.588 nuove realtà imprenditoriali. Gli esperti mettono in guardia: il dato tout-court delle “neonate” significa poco.

L’esperto. «Non è detto che l’oscillazione positiva delle imprese – commenta Riccardo Vannozzi, ingegnere ed esperto di start-up – corrisponda ad una realtà territoriale in crescita». Vediamo. Supponiamo che io sia un ristoratore e il mio locale sia sull’orlo del baratro: per evitare il fallimento, chiudo e inauguro una nuova attività; in tal caso la nascita di una nuova realtà significa tutt’altro che benessere. «Bisognerebbe capire – aggiunge l’esperto – se le neonate lo sono a fronte di quelle che hanno chiuso». Non solo: «Bisognerebbe indagare – dice Vannozzi – qual genere di economia le neonate riescono a produrre: la sensazione è che si tratti di imprese che appartengono a settori tradizionali». Così è: la top ten CreditSafe delle attività più gettonate per nuove aperture in Italia nel 2015 mette ai primi posti: bar, ristoranti e imprese di edilizia; attività tradizionali, che hanno risentito pesantemente della crisi, che ad essa sarebbero ancora esposte e che di tecnologicamente avanzato in genere hanno poco (salvo eccezioni). Questo in generale a livello Italia. Per Grosseto vale anche un altro elemento: il 10% delle new entry sono aziende agricole specializzate nella coltivazione di cereali.

Il futuro. Almeno nel settore primario l’innovazione potrebbe arrivare dai giovani: che hanno voglia di fare gli agricoltori – lo testimonia il successo dell’ultimo bando regionale – e che almeno per aggiudicarsi il bonus da 40.000 euro devono aver presentato un progetto d’impresa rivoluzionaria.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web