Finanza
Mabro: nessun pericolo eternit nel capannone
Royal Tuscany aveva sottoposto a perizia lo stabile, nuovi controlli saranno effettuati nel 2017
Oggi scade la cassa integrazione per i lavoratori della Mabro. E Abbigliamento Grosseto non è ancora stata ceduta. Il commissario Paolo Coscione sta valutando le offerte che sono arrivate sulla sua scrivania. Migliaia di pagine di piani industriali da misurare una per una con i piani economici. I lavoratori sono con il fiato sospeso. Non è stato ancora comunicato loro se è arrivata una proroga a quei risicati stipendi che riscuotono o se invece resteranno senza un euro.
In ballo c’è anche la scelta sul capannone, ovvero se far ripartire l’attività nello stabile di via Senese messo all’asta da Royal Tuscany Fashion Group o andare avanti con il progetto di costruirne uno nuovo. E proprio sul capannone che oggi interviene la società proprietaria, dopo le preoccupazioni manifestate dai rappresentanti dei lavoratori sulla presenza di eternit nello stabile.
Il Comune con un’ ordinanza del 10 gennaio 2014 aveva ordinato alla società come proprietaria dell’immobile di via Senese, 195, di provvedere entro 30 giorni dalla notifica di attivare un processo diagnostico analitico effettuato da laboratorio regolarmente abilitato ad operare nel settore dell’amianto volto a verificare lo stato attuale di conservazione del materiale ed entro i successivi 60 giorni ad effettuare l’eventuale intervento di bonifica della copertura.
«Ovviamente abbiamo ottemperato all'ordinanza e con relazione inviata al Comune di Grosseto - dicono i rappresentanti di Royal Tuscany Fashion Group - lo Studio Ambiente da noi incaricato concludeva sostenendo che non sono state rilevate fibre libere di amianto di nessuna tipologia, e l’assenza verificata di fibre libere di amianto in tutti gli ambienti indagati esclude qualsiasi rischio di esposizione».
Quanto alle coperture la perizia concludeva stabilendo che «il rischio di dismissione fibre sia improbabile determinando un basso rischio di esposizione - aggiungono - e ci era stato consigliato di ripetere la valutazione entro 36 mesi per verificare un eventuale degenerazione dello stato in essere. Non era stata considerata necessaria nemmeno la messa in sicurezza tramite sostituzione o incapsulamento».
L’amianto che è presente nel capannone, anche qualora venisse riaperto e gli operai dovessero tornare lì al lavoro, non creerebbe alcun danno alla salute dei lavoratori. «Quindi siamo in perfetta regola e ne riparliamo nel febbraio 2017- dicono ancora da Royal Tuscany - visto che l'analisi di Studio Ambiente è del febbraio 2014».
Una precisazione, quella di Royal Tuscany Fashion Group che serve anche a rassicurare chi, eventualmente, vorrà prendere quel capannone. Per far rientrare i lavoratori della Mabro o per aprirci un’altra attività.
Francesca Gori
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