Attenzione
Lutto per la scomparsa di un noto ristoratore
Francesco Guzzo, detto “Ciccio”, fiorentino di 60 anni stroncato da un malore
FOLLONICA. Da fiorentino doc in pochissimo tempo era riuscito a farsi apprezzare e amare dalla comunità follonichese. Ma Francesco Guzzo, per tutti “Ciccio”, 60 anni, se n’è andato improvvisamente, tra domenica e lunedì, mentre era solo nella sua abitazione, stroncato da un infarto.
Una morte che ha colpito in profondità i numerosissimi amici con i quali dal 2010 - grazie alla sua bontà e al suo carattere estroverso - era entrato subito in sintonia. Un vero feeling con gli abitanti della cittadina del Golfo, noti per la scorza dura che può spesso trasformarsi in autentica, vera amicizia. Eppure “Ciccio” di cose da raccontare ne aveva tante. Lui che era stato responsabile del settore giovanile della Fiorentina ai tempi della gestione Cecchi Gori (fino al fallimento), lui che andava orgoglioso dei due figli, entrambi pieni di iniziative, e addirittura uno di loro, Niccolò, ora 33enne, con un passato da calciatore professionista quando era ancora giovanissimo (con trafila in tutte le nazionali giovanili), e che lo aveva portato fino a giocare nel Monaco nella massima serie francese, prima che un infortunio devastante alle caviglie gli negasse la gioia di calcare i rettangoli erbosi.
E poi Tommaso, 37 anni, anche lui stabilitosi in zona, ma a Venturina, dove con la moglie gestisce tre studi di medicina tradizionale cinese. Una famiglia piena di iniziative, idee e di voglia di lavorare, con mamma Carla («la mia Carlina» ripeteva sempre Francesco agli amici) che era il vero pilastro della famiglia, ma anche lei scomparsa quasi tre anni fa per una malattia. Da allora “Ciccio” aveva perso molto della sua verve. «Mio padre è sempre stato innamoratissimo di mia madre, fu un colpo durissimo» racconta uno dei figli. Era stata proprio lei, durante una delle consuete vacanze in un campeggio a Torre Mozza, a dire: «Io in questa zona ci vorrei abitare». E così fecero, dopo che Niccolò aveva definitivamente dovuto smettere con il calcio. Serviva una svolta e a Francesco e a Carla le idee non sono mai mancate. Approdarono a Follonica e nel 2010 aprirono il ristorante “Dai ladroni”, portando nel Golfo la cultura della carne, della fiorentina, riscuotendo subito un gran successo, non solo per la qualità delle pietanze cucinate con maestria da “Ciccio”, ma anche per la simpatia della coppia, che da sola già attirava i clienti.
Anni belli, di rinascita e di felicità in un luogo che in brevissimo tempo li aveva “adottati”. Poi però la scomparsa di Carla fece crollare il loro grande-piccolo progetto. Francesco non se la sentì di tirare avanti da solo il ristorante senza la sua amata Carlina. Così “Dai ladroni” chiuse i battenti. Da allora “Ciccio” non era più lo stesso, ma anche se la sua consueta allegria si era affievolita, era sempre amato, forse anche di più, dai follonichesi. Perfettamente integrato, così come i figli Tommaso, e Niccolò che ha intrecciato amicizie e legami come se a Follonica ci fosse sempre stato.
Saranno loro a ricordare “Ciccio” a chi così tanto gli ha voluto bene, e che ieri ha affollato la camera ardente. Imprenditori, politici, ristoratori, e tanta gente comune che si è stretta intorno ai due figli. L’ultimo saluto a Francesco sarà oggi, a Follonica. I funerali si celebrano alle 15 nella chiesa di San Leopoldo.
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