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Troppi metalli nel lago A Bicocchi valori choc

Troppi metalli nel lago A Bicocchi valori choc

Risultati fuori norma per ferro e manganese secondo un report 2015 di Arpat Il Forum protesta: «La Regione vuole agevolare ai gestori che inquinano»

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FOLLONICA. In Toscana tra i siti con acque potabili fuori norma, ci sono le acque del lago Bicocchi di Follonica. Come si fa a saperlo? Basta consultare il report dell’Arpat in cui sono riportati i risultati del monitoraggio delle acque superficiali destinate alla produzione di acqua potabile. I risultati sono relativi al triennio 2012-2014. Per le acque del lago Bicocchi di Follonica ci sono due tabelle in particolare che fanno riflettere. La prima, riportata a pag 18 del report, e che analizza i metalli e metalloidi e annota il numero di campioni con superamento dei limiti nel triennio; 26 per il ferro e 30 per il manganese. La seconda, a pagina 43, in cui per il lago Bicocchi viene proposta la categoria SubA3, la peggiore.

Alla luce dei risultati di tanti siti – 121 stazioni di monitoraggio in Toscana – il Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua interviene sull’argomento: «Se un cittadino qualunque scarica i propri reflui fognari senza alcuna autorizzazione – scrive il Forum – rischia sanzioni penali e amministrative. Non i gestori. E solo una parte dei 4.500 scarichi esistenti in Toscana confluisce in un depuratore, e solo un’altra parte esigua abbia le necessarie autorizzazioni». Il dito puntato è contro la Regione. «La Regione Toscana – scrive permette da anni questo scempio: inquinare impunemente fiumi, laghi, mare. E ora, con un incredibile colpo di spugna il Consiglio regionale si appresta a concedere ai gestori ulteriori sei anni di tempo (fino a tutto il 2021) per mettersi in regola con le normative europee».

Che significa? Che «Autorizza – dettaglia il Forum – a perpetrare nel frattempo danni e illegalità, senza accertamenti di sorta, senza una conoscenza precisa del numero di scarichi che necessita ancora di autorizzazione e senza sapere se i limiti di inquinanti, previsti dalla legge, siano rispettati».

«Agli inizi degli anni 2000 – continua il Forum – per le gestioni idriche, si motivava l’apertura ai privati essenzialmente con l’urgenza di investire sulla rete obsoleta e sugli impianti di depurazione, ritenendo che solo il privato fosse in grado di trovare le risorse finanziare necessarie». «I dati – scrive in una nota il Forum – smentiscono anche l’effettiva realizzazione degli investimenti». E, aggiunge il Forum, «Siamo certi che nei prossimi sei anni le aziende siano in grado di realizzare quanto non è stato realizzato in quindici anni? Quale controllo l’Autorità Idrica ha mai effettuato affinché nelle fatture degli utenti venissero addebitati unicamente i servizi resi? Che dire dei molti cittadini toscani, allacciati a scarichi non autorizzati, che si trovano a pagare, oltre che il servizio fognatura, anche il 71% della quota depurazione? La Regione Toscana si accinge dunque a votare un provvedimento che ci costerà molto caro» conclude Il Forum.

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