Il Tirreno

Grosseto

Quattro anni per la rapina in abitazione

Quattro anni per la rapina in abitazione

Patteggiano il bandito dagli occhi azzurri e il complice che avevano portato via gioielli per 100.000 euro

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GROSSETO. Due patteggiamenti "allargati" - ciascuno da 4 anni - per due giovani uomini ritenuti responsabili della rapina avvenuta il 5 febbraio dell'anno scorso in casa di un'insegnante cinquantenne, costretta a rientrare in casa (nella zona Tiro a Segno) e derubata di centomila euro in gioielli custoditi in cassaforte.

Una rapina aggravata dall'uso del coltello, puntato alla gola della vittima, e dall'essere stata commessa da persone con il volto coperto e in casa.

Il caso è approdato all'udienza preliminare davanti al giudice Sergio Compagnucci. Il processo è stato chiesto dal sostituto procuratore Salvatore Ferraro che aveva coordinato le indagini.

Mariano Zappulla e Fabio Gennaro, palermitani, erano stati rintracciati in tempi diversi dagli uomini della squadra mobile, messi sulle tracce degli autori dalla descrizione della donna rapinata. Uno dei due, Zappulla, era stato incastrato dall'intenso colore azzurro dei suoi occhi, comunque visibili nonostante il passamontagna, ed era stato fermato pochi giorni dopo dalla polizia ferroviaria all'imbarco dei traghetti per la Sicilia a Villa San Giovanni: in una valigia aveva i gioielli rubati ed era stato inizialmente denunciato per ricettazione, per poi essere raggiunto da un decreto di fermo per indiziato di rapina. Successivamente era stato individuato e incarcerato il complice. Contestualmente, erano finite nei guai anche due donne, Alessia Lucchese (fidanzata di uno dei due rapinatori) e Concetta Chiarenza, che avrebbero avuto un ruolo secondario ma comunque importante perché destinato all'organizzazione della rapina e delle fasi successive: per loro il gup ha disposto uno stralcio, finalizzato alla discussione di un rito abbreviato condizionato (dovranno essere sentiti i due rapinatori che hanno patteggiato) che si terrà prossimamente.

L'ipotesi che aveva mosso gli inquirenti è che i rapinatori abbiano potuto contare su una basista, che avrebbe dato indicazioni sulle proprietà dell'insegnante e sulla disposizione della villetta, tradendo la fiducia che le era stata accordata. Poi i due sarebbero stati in qualche modo aiutati a far sparire le tracce della loro presenza nell'appartamento.

(p.s.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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