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Parco minerario, Benini contesta la nomina della Bai

Parco minerario, Benini contesta la nomina della Bai

FOLLONICA. È scontro tra Follonica e Massa Marittima sulla nomina provvisoria di Lidia Bai a presidente del parco archeominerario. La scelta è contestata dai capigruppo della maggioranza in consiglio...

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FOLLONICA. È scontro tra Follonica e Massa Marittima sulla nomina provvisoria di Lidia Bai a presidente del parco archeominerario. La scelta è contestata dai capigruppo della maggioranza in consiglio comunale e dallo stesso sindaco Andrea Benini: sono tutti contrari al percorso che ha portato l’ex sindaco di Massa Marittima a guidare il parco.

«A fronte di premi e riconoscimenti il parco è in una situazione economica critica – analizzano il sindaco Benini e i capigruppo Gesuè Ariganello del Pd, Francesco Aquino di Socialismo e Autonomie, Ettore Chirici di Gente di Follonica – Gli enti locali devono perseguire obiettivi di rilancio per recuperare un ruolo e dare un futuro a questo straordinario parco. Servono un presidente e un consiglio effettivi e magari con persone competenti della complessa realtà del territorio».

Secondo gli esponenti della maggioranza follonichese la scelta di Lidia Bai percorre invece una direzione opposta, anche alla luce delle difficoltà di approvazione del nuovo statuto del parco, fermo al Consiglio di Stato e con tempi di approvazione presumibilmente non brevi.

I critici sono contrari per tre ragioni alla nomina – che è provvisoria – di Lidia Bai. Primo: «Un anno di ulteriore provvisorietà è troppo e configura una sostanziale sottovalutazione dei problemi». Secondo: «Non c’è una vera discussione sul rilancio e sul rinnovo del progetto del parco che avrebbe coinvolgere enti e istituzioni competenti». Terzo: «La nomina del presidente da parte del ministero dell’Ambiente deve avvenire sentiti gli enti locali e così non è stato».

Benini, Ariganello, Aquino e Chirici chiedono quindi un confronto urgente: «Esprimiamo il nostro dissenso per quanto fatto e per come si è proceduto. La Regione Toscana deve sbloccare tutto ciò che ostacola l’approvazione del nuovo statuto del parco – dicono – e deve diventare parte autorevole del confronto di merito sul futuro di questa realtà sempre più a rischio».

(m.n.)

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