Il Tirreno

Grosseto

LA CRISI MORDE ANCORA

La Fattoria Principina licenzia tutti

di Elisabetta Giorgi
L'ingresso della Fattoria Principina
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L'ingresso della Fattoria Principina

Grosseto, a casa i 19 dipendenti della maxistruttura ricettiva, che chiude per due mesi e punta a trasformarsi in stagionale

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GROSSETO. Gli scricchiolii erano nell’aria da tempo, conseguenza di una crisi e di un’evoluzione del mercato che si ripercuote ancora sull’economia e piega le imprese. La Fattoria La Principina, la più grande struttura ricettiva maremmana - cuore del turismo congressuale - chiude i battenti per due mesi, licenzia i dipendenti e trasforma l’attività in stagionale.

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L’accordo sindacale, raggiunto dopo un breve periodo di trattative, ha visto ieri l’ultimo incontro tra sindacati e proprietà nella stessa sede aziendale lungo la strada delle Collacchie. Per i dipendenti si aprono due mesi di stop fino a marzo. Poi si ricomincia con nuove modalità contrattuali. La procedura di mobilità riguarda tutto il personale (19 persone) ed è stata già avviata con la risoluzione dei contratti a tempo indeterminato, tranne per una dipendente in maternità; dunque per ora 18 licenziamenti effettivi.

Chiuso per due mesi. Nella mega struttura ricettiva le prenotazioni sono già bloccate e la home page del sito riporta quanto segue: «Avvertiamo i gentili ospiti che la Fattoria La Principina, causa interventi di ristrutturazione, osserverà un periodo di ristrutturazione dal 10 gennaio al 20 marzo 2016».

Tutti a casa per due mesi. Le trattative, in piedi da qualche mese, avevano visto subito entrare in campo Cgil e Cisl (assente Uil). A novembre è stato raggiunto l’accordo sindacale per la riassunzione del personale, che prevede un impegno da parte della società di riassumere tutti e 19 i dipendenti per almeno 6 mesi lungo un arco temporale di cinque anni. Nei due mesi in cui staranno a casa, questi ultimi percepiranno l’indennità di disoccupazione che li coprirà nel periodo di stand by. Poi si ricomincia con «almeno 6 mesi di stagionalità».
 

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Congressi in calo. Nonostante la stagione, pare, non sia andata propriamente male dal punto di vista delle presenze, ciò non è bastato. In tutta Italia l’economia piegata dalla crisi delle aziende ha visto una forte compressione del turismo congressuale che - proprio alla Principina - ha sempre visto una naturale location. La parola d’ordine a questo punto è “riprogrammare” in funzione delle mutate esigenze.

«Ci adeguiamo al trend». Dalla Fattoria La Principina, è la stessa famiglia Bianchi a spiegarlo, ripercorrendo un iter che ha visto il momento cruciale due mesi fa esatti. «Il 18 novembre 2015 la proprietà e i dipendenti, assistiti da Cisl e Cgil, dopo una breve trattativa hanno siglato l’accordo per la risoluzione dei contratti a tempo indeterminato». Come mai? «Conclusa la stagione estiva del 2015 - spiega la famiglia Bianchi - l’insufficienza degli impegni confermati per i primi mesi del 2016, nonostante le aspettative legate al Giubileo e soprattutto la certezza dell’assenza degli ammortizzatori sociali per il settore del turismo, hanno reso evidente la necessità di valutare la trasformazione dell’attività aziendale da annuale a stagionale, adeguandosi al trend nazionale del settore in area costiera. L’azienda e i dipendenti sono da tempo consapevoli che le richieste del settore congressuale nella nostra area si concretizzano nello stesso periodo di quello leisure, turistico individuale e di gruppo. Quindi negli ultimi anni è stata accertata la necessità di impiegare, nei singoli reparti, un alto numero di dipendenti da marzo a ottobre, maggiore nei mesi di giugno, luglio e agosto ma inferiore tra novembre e febbraio».

L’azienda «mira a risparmiare in alcune mesi per disporre di più risorse in altri periodi, durante i quali solo alti numeri di dipendenti permettono di migliorare la qualità dei servizi. L’accordo sindacale, per mezzo del quale l’azienda garantisce comunque il lavoro stagionale a tutti i dipendenti per i prossimi 5 anni, è un risultato raggiunto grazie alla professionale assistenza dei rappresentanti sindacali, Alessandro Gualtieri Cisl Fisascat e Andrea Ferretti Filcams».
 

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