Il Tirreno

Grosseto

«Eternit sul tetto della ex Mabro Servono controlli»

«Eternit sul tetto della ex Mabro Servono controlli»

Rsu Cgil dichiara di non voler barattare il lavoro con la salute «Intanto speriamo nella proroga della cassa integrazione»

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GROSSETO. Tornare al lavoro nello stabilimento di via Senese? Magari... Ma in quali condizioni è oggi la struttura ex Mabro? E in quali condizioni si ritroverebbero a lavorare i dipendenti? C’è anche un problema legato alla copertura in eternit.

La domanda viene posta i rappresentanti Rsu Cgil, Nadia Perino, Francesca Ferrari e Maurizio Giuliarini, in un documento. «Da più parti si afferma che la ripresa dell'attività della nostra azienda, Abbigliamento Grosseto-Mabro, potrebbe avvenire nello storico stabile di via Senese. Sarà bello riprendere il lavoro e sarebbe coinvolgente tornare nei locali dove abbiamo trascorso una parte considerevole della nostra vita - scrivono i tre rappresentanti - Ma dobbiamo essere realisti e trasparenti nelle nostre posizioni. Oltre a ripristinare le condizioni di agibilità di locali inutilizzati da circa tre anni e procedere alla sistemazione di parti importanti, tra i quali gli impianti elettrici, i servizi igienici, e la rete fognaria, vi è il serio problema del tetto, che è realizzato con eternit, ossia con amianto».

Giuliarini, Ferrarie e Perino segnalano che «dovranno essere verificate attentamente le condizioni dell'eternit, visto che l'ultimo controllo risale a diversi anni prima della sospensione del lavoro. Dovranno in ogni modo effettuarsi degli interventi, viste le penetrazioni di acqua piovana presenti già prima del blocco della attività. La cosa che più ci sta a cuore in questo momento è tornare al nostro lavoro, ma non siamo disposte a barattarlo con la nostra salute. Tutti sanno cosa vuol dire amianto e non vogliamo sperimentarlo sulla nostra pelle».

I tre rappresentanti aziendali sono consapevoli che la ploro presa di posizione potrebbe destare polemiche, ma non transigono: «Poiché non vogliamo passare come i soliti che non perdono occasione per creare problemi, dichiariamo sin da ora che per quanto ci riguarda la attività in quei locali potrà riprendere solo se l'eternit presente sarà eliminato o messo in assoluta, definitiva sicurezza. Lo prevede la legge, lo auspica il buon senso, lo pretende chi lavora per la tutela della propria salute».

Comunque «ora la nostra attenzione è rivolta principalmente alla conclusione del bando e alla scelta della soluzione migliore. Confidiamo che il commissario effettui la scelta con la stessa capacità che ha caratterizzato la sua gestione. Ci attendiamo anche che la proroga della cassa integrazione venga decretata rapidamente e che l'Inps provveda al pagamento senza indugi. Per poca che sia rappresenta una risorsa fondamentale per le nostre famiglie».

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