Il Tirreno

Grosseto

Uno scrittore in cerca di “presidenza”

Dopo le dimissioni di Luciana Bianciardi, la poltrona della Fondazione è in stallo da un mese. Stasera si riunisce il comitato

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GROSSETO. Nessuno screzio, nessun dissapore - spiega anche Massimiliano Marcucci, vicepresidente della Fondazione Bianciardi - ha spinto la figlia del grande scrittore Luciano a lasciare le redini, se non una stanchezza di fondo e motivi familiari. «Luciana aveva intenzione di dimettersi già dall’anno scorso».

Stasera un primo step per la questione del nuovo presidente. Tra fine gennaio e inizi febbraio - prosegue Marcucci - dovrebbe esserci l’appuntamento chiave: «una riunione del cda per avere un orientamento sulla nuova presidenza. Ancora nulla è stato definito».

Organigramma. I soci fondatori della Fondazione Bianciardi sono Luciana Bianciardi, il cugino Tiberio Gazzei, la Cgil di Grosseto, Casapa Unipol e Coop Unione di Ribolla (ora incorporata in Unicoop Tirreno). Successivamente hanno aderito il Comune di Grosseto, il Comune di Roccastrada e la Provincia di Grosseto. Del consiglio d’amministrazione fanno parte la presidente sempre Luciana Bianciardi, il vicepresidente Massimiliano Marcucci, la segretaria Mattia Gabriele Gli altri componenti sono Tiberio Gazzei, Fabrizio Guasconi, Paola Mauri, Mara Quercioli e l’assessore comunale alla cultura Giovanna Stellini.

«Si tratta di un'organizzazione complessa cui sta dietro un lavoro notevole e mai banale - dice Marcucci - Anche la parte tecnico scientifica non è indifferente. Tutte le cariche sono gratuite, nessuno prende niente, anzi. Altre volte ci rimettiamo. I soci danno una quota annuale. Il Comune fino a oggi metteva a disposizione la sede. Acqua e luce le paghiamo noi».

Risorse all’osso. «Come per tutti gli istituti culturali è un momento non facile anche per noi - dice Marcucci - che ci impone di stare attentissimi alle spese. Facendo una politica accorta e oculata, prestando molta attenzione alle nostre casse, riusciamo ad avere i bilanci a posto. Cerchiamo peraltro di fare attività abbastanza interessanti su tutto l’arco dell’anno. È ovvio che se avessimo 10-20.000 euro in più potremmo fare molte più cose che opra non possiamo fare.

Il Gabellino. «L’ultimo anno c’è stata un’attività di informatizzazione del nostro patrimonio bibliotecario ed è stato digitalizzato tutto il Gabellino, disponibile sul sito in un’area dedicata. Un lavoro mastodontico che consente di far fruire in rete 15 numeri gratuitamente. Abbiamo concluso in questi mesi». (el.gi)

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