Sicurezza
Rubano la cassetta delle offerte per un bimbo malato
Era nella chiesa di Marsiliana, serviva a raccogliere denaro per curare il piccolo. L'appello per i ladri: "Riflettete sul vostro gesto"
MARSILIANA. Rubata dalla chiesa di Marsiliana la cassetta delle offerte. Un gesto ignobile che ha colpito un piccolo borgo in cui tutti si conoscono e in cui un atto del genere ha lasciato tutti esterrefatti.
La cassetta era stata posizionata nel periodo di Natale accanto al grande presepe per raccogliere le offerte destinate ad un bambino malato.
La mattina di domenica 17 gennaio, quando i ragazzi della Pro loco sono andati a prendere il contenitore per continuare la raccolta anche durante la festa di Sant’Antonio Abate hanno avuto l’amara sorpresa. Lo sgabello sul quale la cassetta era stata appoggiata era vuoto.
Una cassetta di ferro, costruita otto anni fa da Matteo Babbanini, presidente della stessa Pro loco, scelta proprio perché sufficientemente pesante e grande da scoraggiare anche atti del genere.
E invece, nonostante le sue dimensioni e il suo peso, qualcuno è entrato nella chiesa di Marsiliana, che di giorno resta sempre aperta, e l’ha portata via.
Un gesto che lascia rabbia e tristezza non tanto per i soldi che la cassetta aveva al suo interno quanto per la finalità alla quale era destinata. Raccogliere dei soldi da dare a un bambino ammalato. Fra i più arrabbiati proprio Matteo Babbanini.
«Quella cassetta rossa che io feci tanti anni fa – racconta – aveva un significato speciale, quei soldi erano destinati a un bambino. Faccio appello alla persona che ha compiuto questo gesto e la invito a riflettere». Matteo che quanto prima farà la denuncia ai carabinieri però non ha molta fiducia di recuperare quanto contenuto all’interno della cassetta. «Il contenitore magari lo ritroverò in qualche fossetta. È inconfondibile. Tutti qui sanno che quella cassetta rossa è della Pro loco di Marsiliana».
Un appello arriva anche dal parroco, don Stefano Angeloni. «Non ha importanza quanti soldi ci fossero all’interno della cassetta – dice il sacerdote – perché pochi o tanti erano destinati per le cure di un bambino. La chiesa è sempre aperta e chi ha compiuto questo gesto può riportare la cassetta quando vuole lasciandola in chiesa. Non ci sono telecamere, potrà fare tutto nel più assoluto anonimato ma almeno si libererà la coscienza da questa macchia inaccettabile».
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