Sicurezza
Cala Piccola: vince il consorzio Le sbarre restano al loro posto
MONTE ARGENTARIO. Il Tribunale amministrativo regionale per la Toscana dà ragione al consorzio di Cala Piccola: le sbarre sulla strada di accesso alla cala restano dove sono. La sentenza del Tar è...
MONTE ARGENTARIO. Il Tribunale amministrativo regionale per la Toscana dà ragione al consorzio di Cala Piccola: le sbarre sulla strada di accesso alla cala restano dove sono.
La sentenza del Tar è arrivata nei giorni scorsi in merito al ricorso presentato dal consorzio di Cala Piccola contro il Comune di Monte Argentario, con l’intervento di Cala Piccola spa, per l’annullamento dell’ordinanza sindacale emessa il 3 luglio 2014 in cui veniva ordinato al ricorrente di procedere entro e non oltre sette giorni alla rimozione di due sbarre elettriche installate in via della Cala.
Annullata quindi l’ordinanza, mentre il Comune dovrà corrispondere le spese processuali; le spese di giudizio sono compensate tra le parti in causa.
Il Consorzio di Cala Piccola, costituito nel 1969 per la manutenzione, la regolazione e l’uso delle strade del comprensorio e composto da tutti i proprietari degli immobili situati nel comprensorio omonimo, aveva in precedenza impugnato l’ordinanza sindacale con la quale veniva imposta la rimozione di due sbarre che impediscono il libero transito lungo la strada.
Le due sbarre erano state installate una all’altezza dell’albergo Torre di Calapiccola e l’altra all’ingresso della strada denominata via della Cala.
Il Consorzio, inoltre, contestava tra le altre cose «la natura di strada vicinale ad uso pubblico della strada in considerazione evidenziandone, al contrario, la natura di strada privata sulla quale non grava alcun diritto di uso pubblico, oltre alla mancanza di pericoli che minaccino l’incolumità pubblica o la sicurezza urbana».
Intervenuta in giudizio, per resistere al ricorso, anche la Cala Piccola spa, proprietaria dell’albergo Torre di Cala Piccola e membro del Consorzio ricorrente, la quale contestava sia l’affermata natura privata priva di vincoli pubblici della strada, sia la carenza di presupposti per l’intervento espletato dal Comune di Monte Argentario.
Una volta verificato se via della Cala costituisse o meno porzione della strada vicinale denominata “di scorreria”, se sussistesse una libera utilizzabilità della via della Cala, pedonale o carrabile, per accedere alla pubblica via e se le sbarre poste all’accesso di via della Cala fossero dotate di meccanismi funzionanti che ne consentono l’apertura al suono delle sirene dei mezzi di soccorso, il Tar ha così emesso la sentenza in favore del Consorzio, annullando quindi l’ordinanza sindacale di rimozione.
Andrea Capitani
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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