Il Tirreno

Grosseto

Marittimi in agitazione Pressing di Si-Sel su Roma

di Andrea Capitani
Marittimi in agitazione Pressing di Si-Sel su Roma

Porto Santo Stefano, i senatori Massimo Cervellini e Alessia Petraglia annunciano «Interrogazione perché l’Italia non penalizzi i lavoratori con le nuove norme»

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PORTO SANTO STEFANO. I lavoratori del settore marittimo sono in stato di agitazione sul tema della formazione e delle qualifiche delle figure professionali della navigazione mercantile e da diporto. I senatori di Sinistra Italiana e Sel Massimo Cervellini e Alessia Petraglia: «Sulla drammatica situazione dei marittimi italiani presenteremo un’interrogazione urgente e aderiremo alla manifestazione del 3 febbraio a Porto Santo Stefano – e alla successiva mobilitazione a Roma per chiedere al Governo di intervenire a tutela di un settore che molto ha dato al sistema Italia per risorse e occupazione di qualità».

Vediamo da dove arriva tanta preoccupazione. È possibile che il ministero dei trasporti renda valido un decreto legge secondo il quale la marineria italiana dovrebbe adeguarsi, entro il 2017, alla convenzione internazionale di Manila del 2010, che prevede la decadenza dei titoli di navigazione per il primo gennaio 2017: i certificati di competenza non verranno rinnovati fin quando non sarà emanata la normativa di adeguamento agli emendamenti di Manila, con le modifiche apportate dall’Imo (l’Organizzazione marittima delle Nazioni Unite) nel 2010 alla convenzione Stcw che fissano a livello internazionale i requisiti per poter lavorare a bordo delle navi.

«I marittimi italiani – dichiarano i due senatori – rischiano di non poter più navigare se non interverrà immediatamente un regolamento del Ministero a sanare la situazione. Vista l’impossibilità di ottenere i titoli italiani, i marittimi si dovranno imbarcare su unità italiane con titoli inglesi. La questione non riguarda soltanto i lavoratori già occupati, ma investe molti giovani, suscitando preoccupazioni per il presente e per il futuro del settore. Senza contare poi che la separazione della carriera del diportista da quella del mercantile creerà nel breve periodo danni incalcolabili a moltissimi lavoratori e alle loro famiglie».

A loro si affianca di Marco Sabatini. «I lavoratori di questo settore rappresentano un’eccellenza internazionale – dice – ma qualcuno non se ne rende conto. I nostri governanti hanno avuto anni a disposizione per adeguarsi alle convenzioni internazionali e si sono ridotti all’ultimo tuffo, mettendo in difficoltà i lavoratori. Mi auguro che si trovi una soluzione. L’eventuale perdita dei titoli dei marittimi sarebbe un dramma sociale per l’Argentario dove esiste un gran numero di lavoratori nel settore».

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