Sicurezza
IL CONFLITTO D’INTERESSI E LA LEZIONE DEL POLLAIO
di STEFANO ADAMI Fino a qualche anno fa si parlava di conflitto d’interesse, da noi. Ora non più. Smarrito il concetto? Risolto il problema? Un piccolo esempio. Se in un pollaio si affida la...
di STEFANO ADAMI
Fino a qualche anno fa si parlava di conflitto d’interesse, da noi. Ora non più. Smarrito il concetto? Risolto il problema?
Un piccolo esempio. Se in un pollaio si affida la gestione del pimento alle galline, siamo del gatto. Le galline, lo dimostrano scientificamente anche Piero Angela e figlio, non hanno ancora raggiunto il livello di consapevolezza adeguato all’autogestione dei mangimi. Accadrà infatti che le galline materialmente più piazzate si getteranno con doppio tuffo carpiato sul becchime, con l’interesse individuale a finirlo tutto il prima possibile e beccando a oltranza le più deboli, per impedir loro di picchiettare il cibo.
In breve, le più forti creperanno presto di esplosione alimentare, ingozzate, soddisfatte, sì, ma all’altro mondo. Le rimanenti, trapasseranno di semplice fame.
Il metodo tradizionale, di affidare la gestione degli amati chicchi all’uomo non è ancora il migliore. L’uomo infatti cura la gallina non in sé, ma con l’obiettivo di papparla appena matura. Però, nel frattempo, dato che tutte le galline debbono essere egualmente mangiabili, egualmente grigliabili, egualmente abili a produrre buon brodo, l’uomo evita ingiustizie distributive, squilibri e sperequazioni pimentarie.
Lo stesso in politica. Per questo motivo i vecchi politici democristiani (e anche quelli degli altri partiti) erano grigi, pallidi, smunti, eremitici. Somiglianti il più possibile a pustolati liceali afflitti da illecite automanipolazioni. Quei politici dovevano dare la sensazione che con la politica non ci si arricchisce, non cresce il benessere personale, che la si fa per un unico interesse: l’interesse generale. Era solo immagine, naturalmente.
Poi vennero gli ultimi decenni del secolo, e con essi i politici dai lunghi capelli che si scatenavano sciolti in discoteca, danzando intorno a signorine di notevoli virtù in opere e missioni. Politici che compilavano guide di discoteche e ristoranti.
Allora l’interesse personale, finalmente, e i relativi conflitti, non furono più tabù. Si poteva fare politica anche senza sembrare dei monatti, degli untori, dei lebbrosi col campanello alla caviglia. Ci si poteva divertire liberamente. Alè. E si continua bellamente ancor oggi. Oggi telequiz, ostriche, banche, aerei, boschi.
Eppure il problema resta, l’accantonamento dell’interesse personale. Altrimenti si torna al pollaio iniziale, con pimento autogestito. Prima schiattano le galline deboli, cui le grandi galline sottraggono il chicco. Dopo toccherà a loro stesse, per gonfiaggio e conflitti interni. Sarà il caso di chiedere consiglio alla scienza, ad Angela e figlio?
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