Il Tirreno

Grosseto

«Come la polizia cilena» Animalista sotto processo

di Pierluigi Sposato

È accusato di diffamazione nei confronti di un agente con un video su Youtube Acquisito il dvd, ascoltati imputato e testimoni: il processo si conclude a febbraio

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GROSSETO. In quei giorni del settembre 2011 il clima era teso davanti al tendone del circo Orfei. Da una parte gli animalisti che protestavano per l’impiego delle bestie nello spettacolo; dall’altra i circensi, che ribadivano la regolarità del proprio lavoro; in mezzo le forze dell’ordine, chiamate a evitare i contatti diretti tra le due parti. Domenica 11 addirittura erano volati dei sassi e qualcuno era rimasto ferito. Entrambe le parti avevano difeso e ribadito le proprie posizioni, spiegando di essere nel giusto; entrambi le parti si erano lamentate per come la protesta era degenerata. Di quelle giornate incandescenti erano rimaste - oltre che le cronache pubblicate sul giornale in cui entrambe le posizioni avevano avuto voce - anche tracce video. E uno di questi filmati ha finito per mettere nei guai con la giustizia uno dei manifestanti.

Paolo Rossi, 51 anni, di Marina di Grosseto, è stato citato a giudizio dal sostituto procuratore Laura D’Amelio per il reato di diffamazione, mediante web, ai danni di un agente della polizia di stato. Era stato quest’ultimo a sporgere querela dopo aver visionato il video nel quale veniva ripreso, come recita l’imputazione iniziale, e additato per l’operato negativo svolto quale rappresentante delle forze dell’ordine. In aula, il viceprocuratore onorario Alessandro Bonasera ha precisato e integrato l’imputazione, specificando che il video si trova sulla piattaforma Youtube (caricato dall’account “lupa anubis”) e che nel commento che accompagna le immagini l’operato dell’agente veniva paragonato a quello di agenti della polizia cilena e del regime di Gheddafi. Le indagini avevano portato all’identificazione del titolare dell’account e quindi all’imputazione nei confronti di Rossi. L’agente si è costituito parte civile con l’avvocato Pierfrancesco Rechichi.

Il video è stato riversato su un dvd consegnato al giudice Giovanni Muscogiuri, il quale lo ha visionato e lo ha fatto acquisire al fascicolo del dibattimento senza che fosse necessario proiettarlo in aula. Nel corso del processo, invece, sono stati ascoltati alcuni testimoni e lo stesso imputato. Rossi, assistito dall’avvocato Caterina Tozzi, ha di fatto confermato la piena giustificazione del proprio operato e ha ripercorso la successione dei fatti risalenti a quei giorni. Ogni volta che, nel corso delle deposizioni, il discorso si spostava sulle questioni generali, ritenute comunque importanti per far capire il clima di quei giorni, il giudice ha riportato gli interventi sui fatti oggetto della contestazione mossa dalla Procura. Il processo si concluderà a febbraio.

Sul social network ci sono ancora video che riprendono gli scontri di quella sera: si vedono i manifestanti, si vedono gli uomini e le donne del circo, si vedono le forze dell’ordine. Si sentono parole e grida. Commenti scritti accompagnano a mo’ di fumetto quanto stava avvenendo. E ci sono anche considerazioni-lamentele che si riferiscono alle modalità di amministrazione dell’ordine pubblico e della giustizia a Grosseto, nonché alla querela sporta dal poliziotto. Per la cronaca, il giorno successivo polizia municipale e Asl avevano effettuato un sopralluogo all’interno del circo Orfei. Il sindaco aveva precisato che tutte le strutture erano a norma e che era impossibile vietare gli spettacoli.

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