Sicurezza
Caos Peep Pizzetti, nuova richiesta milionaria
Dopo le Cavalli, anche la famiglia Guglielmini chiede ai giudici il ricalcolo dell'indennità di esproprio del suo terreno, il cui valore può variare dai 6,4 ai 6,7 milioni
GROSSETO. Nella bufera del Peep Pizzetti, un tornado di pari potenza si affaccia all’orizzonte. Mentre 335 famiglie e otto cooperative sono chiamate a pagare 6,9 milioni di euro di conguaglio alle sorelle Cavalli per l’esproprio del terreno su cui il Peep è costruito, un altro proprietario dell’area si fa avanti e chiede anche lui di vedersi riconosciuto un più alto compenso per il terreno espropriatogli.
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Lo spettro di un "Cavalli Bis". Lo spettro di un “Cavalli bis” porta il nome di Guglielmini, famiglia che si è rivolta al Tar perché il suo terreno sia parificato al prezzo di mercato, come vuole la legge.
Quattro proprietari, quattro indennità. Il terreno su cui sorge il Peep Pizzetti, infatti, era in origine di quattro proprietari: Anna Maria e Diana Maria Cavalli, proprietarie di 66.863 metri quadrati; i Guglielmini, proprietari di 48.500 metri quadrati; i Pallini proprietari di 17.306 metri quadrati; la società Magistelma che possedeva 98 metri quadrati.
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Nel 2007 il Comune ha espropriato i terreni e per ciascun proprietario ha previsto indennità diverse. Pallini ha ottenuto 142,72 euro al metro quadrato, Magistelma 223,29 euro. Per le Cavalli il ctu aveva fissato il valore del terreno in 303 euro al metro quadrato; la Commissione provinciale espropri lo aveva abbassato a 223,29 euro. Alla fine, dopo il ricorso in Corte d’appello e la transazione col Comune, dato che l’indennità già versata è di 8.675474,25 euro e mancano 6.990.000 euro, le Cavalli otterranno circa 230 euro al metro quadrato.
Indennità accettata nel 2008. I Guglielmini, da parte loro, si sono visti liquidare 4.372.145,72 euro, 90,15 euro al metro quadrato. Che, rispetto ai 234,29 incassati dalle Cavalli e ai 223,29 fissati dalla commissione, sono due volte e mezzo meno. Nella relazione che l’ufficio espropri ha prodotto a novembre sull’acquisizione delle aree edificabili per realizzare il Peep Pizzetti si legge che, per la proprietà Guglielmini, il valore è stato calcolato in base alla legge 352 del 1992 e che è stato «contestualmente accettato dai proprietari» con atto notarile del 17 luglio 2008. Si spiega anche che le differenze di prezzo si devono al fatto che i quattro espropri sono avvenuti a cavallo della sentenza 348 che la Corte costituzionale ha emanato nel 2007 e che stabilisce che gli espropri a fini sociali debbano essere pagati a prezzo di mercato. È proprio sulla scia di quella sentenza che le Cavalli hanno ottenuto un’indennità di esproprio doppia rispetto a quella stabilita dal Comune, e in linea con quanto invece aveva calcolato la commissione provinciale espropri. Adesso i Guglielmini chiedono lo stesso trattamento.
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La notizia nella lettera alle famiglie. La notizia è arrivata alle famiglie con la lettera che il Comune ha inviato a fine 2015 per chiedere il pagamento del conguaglio (in media 18.000 euro a famiglia), infilata tra le righe della seconda pagina. Qui si spiega che «in opposizione alla stima relativa alla procedura espropriativa proposta dall’ente risulta avanzato alla Corte d’appello il ricorso dei signori Guglielmini e altri teso a conseguire il riconoscimento della maggiore indennità di esproprio». La Corte d’appello a metà novembre ha dichiarato il difetto di giurisdizione: poiché tra il Comune e i Guglielmini esiste già una convenzione, non spetta al giudice ordinario (cioè alla Corte d’appello) decidere, ma bisogna rivolgersi al Tar. Cosa che i Guglielmini hanno fatto. Il Tar deve fissare l’udienza.
Lo spettro di un nuovo conguaglio da 6 milioni di euro. Ma quali potrebbero essere le conseguenze se il Tar riconoscesse le ragioni dei Guglielmini? Se il Tar dovesse riconoscere che 48.500 metri quadrati del terreno dei Guglielmini hanno lo stesso valore riconosciuto al terreno delle Cavalli (circa 230 euro al metro quadro), ai Guglielmini spetterebbero in totale circa 11,1 milioni euro. Poiché hanno già incassato quasi 4,4 milioni di euro, dovrebbero ancora avere una cifra intorno ai 6,7 milioni di euro, cioè poco meno della cifra ottenuta dalle Cavalli e che toglie il sonno alle 335 famiglie. Se venisse riconosciuto il diritto ad avere 223,29 euro al metro quadro, come stabilito dalla commissione espropri, mancherebbero all’appello circa 6,4 milioni di euro.
La richiesta al Tar. Il calcolo, ovviamente, è ipotetico e molto generico. Non si conoscono i termini della richiesta di Guglielmini, né si può prevedere cosa deciderà il Tar. D’altro canto il Comune parte con un indubbio vantaggio, dato che i Guglielmini hanno accettato l’indennità di 90,15 euro al metro quadrato. L’unica certezza è che la richiesta di ricalcolare il valore dell’esproprio c’è e sarà valutata dal Tar. E non è una notizia che aiuta le famiglie a dormire sonni più tranquilli.
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