Sicurezza
Cannoni a pieno regime ma l’apertura è in dubbio
Solamente oggi sarà possibile sapere se l’innevamento artificiale ha funzionato Porcelloni: «Ce la stiamo mettendo tutta per rendere praticabili le piste»
MONTE AMIATA. Dopo una nottata, quella fra venerdì e sabato, trascorsa con cannoni e giraffe nelle piste da sci del Monte Amiata che attendono di essere imbiancate, gli operatori e gli impiantisti hanno stoppato, ieri mattina, la produzione di neve artificiale durante le ore maggiormente assolate.
L’obiettivo: riprendere il lavoro al tramonto del sole e imbiancare almeno in parte qualche discesa. La neve in Amiata è uccel di bosco, ma gli operatori si sono attrezzati con le temperature improvvisamente posizionate dalla loro. Infatti, come da previsioni, la colonnina di mercurio è scesa, venerdì in tarda serata, di diversi gradi sotto lo zero, fino a -6 e questo improvviso cambio di rotta ha convinto gli addetti agli impianti a sparare neve programmata. Durante tutta la notte fra venerdì e sabato, dunque, pur essendoci il vento che rappresenta uno degli ostacoli e nemici principali per sparare neve artificiale, i cannoni sparaneve e le giraffe hanno lavorato ininterrottamente.
Luciano Porcelloni dell’Isa Impianti aveva attivato per tempo quattro squadre di operai per l’innevamento artificiale. Per adesso le zone dove gli addetti sono intervenuti sono i campi scuola Jolly delle Macinaie e l’Asso di Fiori in vetta, anche se parte della neve sparata è stata portata via dal vento. Poi sempre improvvisamente, la situazione è cambiata e ieri mattina la colonnina di mercurio è risalita innalzata da un bel sole. Così, sole e di temperature altalenanti hanno ridimensionato la speranza di poter abbassare oggi la bandierina ufficiale di apertura di stagione.
Solo oggi si saprà se tutto lo sforzo speso dagli addetti ai lavori sarà sufficiente per aprire per lo meno un campo scuola e permettere agli appassionati di sci di fare una sciata, anche se piccola. Porcelloni, che era abbastanza ottimista venerdì sera, ieri invece era di segno contrario: «Non credo che ce la faremo a aprire nulla domenica, ma se c’è anche un minimo spiraglio non esiteremo a farlo. Sicuramente riprenderemo a lavorare nel pomeriggio di oggi e durante tutta la notte. Per un innevamento decoroso bisogna durare a far sparare i cannoni per 48 ore ininterrottamente, ma la schizofrenia di queste temperature non ci dà tregua. La notte fra venerdì e sabato, quando abbiamo deciso di scendere in pista e innevare, le temperature battevano fra -5 e -8 e l’umidità era praticamente assente. C’era vento che portava via parecchia neve, è vero, ma ci abbiamo provato lo stesso perché la situazione dell’incrocio fra gradi e umidità era ottimale. Ogni metro cubo di acqua producevamo 4 metri cubi di neve. Davvero eccellente, se si pensa che il massimo di produzione con un metro cubo è cinque. Ma stamani le temperature e l’umidità si sono alzate e con un metro cubo di acqua, arrivavamo a nemmeno due metri cubi di neve molliccia».
I lavori si sono fermati per riprendere in serata: «Ma bisogna aggiungere che c’è vento - osserva Porcelloni - e questo è un danno per noi. Devo dire che fino a domenica mattina non sapremo se ci sarà anche solo una pista sciabile. Di certo c’è che ce la stiamo mettendo tutta e che siamo qui ad attendere il grande freddo che è previsto per lunedì. Mi si dice -15. Speriamo».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
