Il dolore
«Allevamento a Vallerona? Nessuna comunicazione»
ROCCALBEGNA. La notizia dell’aggressione di un pitbull ai danni di un cavallo e di una persona, avvenuta nella campagna di Vallerona, fa tremare Roccalbegna e la frazione dove il tragico fatto è...
ROCCALBEGNA. La notizia dell’aggressione di un pitbull ai danni di un cavallo e di una persona, avvenuta nella campagna di Vallerona, fa tremare Roccalbegna e la frazione dove il tragico fatto è successo. Ralf Weber-Sahling, protagonista della terribile avventura occorsa al suo cavallo e a lui stesso, è ancora traumatizzato: «Sapevo - dice - che vicino a casa mia c’erano una decina di cani tenuti dal padrone in un recinto, che alcuni mi avevano detto fossero allevati dal proprietario come cani di combattimento, ma mai mi sarei aspettato che uno dei cani, un pitbull, avrebbe aggredito noi così ferocemente. Sapevo, ma solo dalle voci di concittadini, che mentre tutti i cani erano allevati dentro una protezione ce n’era uno, forse quello padronale, che girava in piena libertà. E’ stato questo cane a ferire il cavallo e me. Oltre tutto il cavallo che stava trainando un carro, non poteva scappare all’aggressione e io mi sono trovato a difendere il mio animale in una situazione di estremo pericolo. Meno male che il pitbull mi ha morso solo il dito pollice, altrimenti rischiavo di perdere la mano, perché non riuscivo a liberarmi dal suo morso. Denuncerò il fatto ai carabinieri che, comunque, sono già venuti sul posto».
Ma perché il signor Ralf non aveva denunciato la presenza di questo allevamento di cani vicino a casa sua? «Non sono mai stato in casa del proprietario dei cani, ma ho visto che ha fatto un recinto per tenerceli. Pensavo che avesse chiesto in Comune le autorizzazioni».
«Veramente - spiega il sindaco di Roccalbegna, Massimo Galli - il proprietario del cane nemmeno è residente a Roccalbegna e a noi non è arrivata nessuna richiesta o comunicazione che ci fossero allevamenti di cani da combattimento. Potrebbero anche essere cani padronali e non un allevamento. Ieri, comunque, c’è stato un controllo a casa del proprietario del cane, ma non c’era nessuno. Domani ci riproveremo. In ogni caso la questione è tutta in mano ai carabinieri che hanno sequestrato il coltello con cui il signor Ralf ha ferito il pitbull e so anche che tutta la documentazione è stata inviata in Procura. E’ un fatto molto grave, perché in quella strada vicinale c’è gente che va a passeggiare e certo questa situazione non dà sicurezza. Il cane non può essere lasciato libero di andare e venire come vuole. In nessun caso si può fare e soprattutto se aggressivo».
Si occupa del caso anche la Asl: «A questo ufficio - ci dicono - interessa lo stato dl cane. Ieri con la polizia municipale di Roccalbegna siamo andati a cercare il proprietario e il cane, ma in casa non c’era nessuno. Ci torneremo perché abbiamo bisogno di mettere sotto osservazione il cane per 10 giorni per il controllo della rabbia, del microchip e delle vaccinazioni. Visto che ha ferito anche una persona, nel caso fosse affetto da rabbia, la persona dovrebbe essere sottoposta a un trattamento specifico che è abbastanza complicato e che dura un mese. Quindi occorre capire come stanno le cose rispetto alla salute del cane». (f.b.)
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