Il Tirreno

Grosseto

Rogo ad Arcille: indagati dirigenti della sagra rivale

di Pierluigi Sposato
 Rogo ad Arcille: indagati dirigenti della sagra rivale

L’iscrizione si è resa necessaria per permettere a Gallorini e Bisdomini (Atletico) di partecipare agli esami che si terranno nel laboratorio del Ris su uno spezzone

2 MINUTI DI LETTURA





ARCILLE. Ci sono due indagati per l’incendio che scoppiò l’estate scorsa nelle strutture della Sagra del porcino di Arcille, per la precisione nella notte tra il 17 e il 18 agosto.

Per il concorso nel tentativo di incendio sono stati iscritti nel registro degli indagati Sergio Bisdomini e Daniele Gallorini, rispettivamente direttore sportivo e presidente dell’Atletico Arcille, la società che aveva organizzato, in contemporanea, l’altra Sagra del porcino, dall’altra parte della strada nella stessa frazione. L’iscrizione non significa che la Procura li ritiene colpevoli: l’atto è indispensabile solo affinché possano partecipare, se credono, alle operazioni che si svolgeranno nel laboratorio del Ris di Roma. La Procura di Grosseto ha incaricato gli specialisti dell’Arma per accertare se è possibile recuperare tracce biologiche e impronte digitali sui resti sequestrati dai carabinieri nelle strutture della sagra. E poi, eventualmente, effettuare comparazioni.

Agli esami di laboratorio, che inizieranno fra una decina di giorni, potranno prendere parte anche le persone che sono individuate come parti offese nel procedimento: Enrico Comandi, presidente dell’Associazione festeggiamenti di Arcille, e Maria Dante, amministratore del panificio che aveva messo a disposizione l’area per la sagra organizzata da quella associazione.

Ma su cosa si svolgeranno gli esami? Nel corso dei sopralluoghi era stato individuato e sequestrato un rotolo di carta, una pubblicazione periodica di ambito sportivo tra l’altro di facile reperibilità perché inviata a tutte le società calcistiche dilettantistiche e con i segni dell’innesco: come se fosse stato utilizzato per appiccare il fuoco, che non l’avrebbe però distrutto per intero. Sembra che le modalità del ritrovamento siano state insolite e che comunque tale cartoccio non sia stato trovato nell’immediatezza. Se davvero tale rivista fosse stata usata per appiccare l’incendio, potrebbero esservi rimaste sopra le tracce di chi lo aveva impugnato. Gli accertamenti vengono effettuati solamente adesso, a cinque mesi dall’episodio, perché solamente adesso il Reparto investigazioni scientifiche ha dato la disponibilità.

Quattro i focolai che Elismo Pesucci, una delle anime della festa (è consigliere dell’associazione), aveva trovato alle 3 del mattino, come raccontò lui stesso, svegliato da un amico di famiglia. Aveva lavorato lui stesso per spegnere le fiamme, che avevano finito per danneggiare solo una parte delle attrezzature. E aveva lanciato accuse, anche senza fare nomi. Accuse cui la controparte aveva replicato sdegnata. Era stata la guerra delle sagre, che in altro ambito si era svolta a colpi di volantini, con i clienti “intercettati” all’ingresso del paese e dirottati dall’una o dall’altra parte dai diretti interessati. La sagra era continuata fino alla conclusione. Anche le indagini sono continuate ma non sono finite. Il fascicolo della Procura adesso si arricchirà anche degli esami scientifici.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze