Il Tirreno

Grosseto

SCIATORI IN ATTESA

Esce il sole e la neve si scioglie, stop agli sparaneve

di Fiora Bonelli
Monte Amiata, la nevicata di domenica 3 gennaio 2016
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Monte Amiata, la nevicata di domenica 3 gennaio 2016

Sull'Amiata si rimanda l'imbiancamento artificiale delle piste da sci alle ore notturne. Ancora da sciogliere il nodo dell'apertura degli impianti. Gli operatori sperano di tagliare il nastro domenica 17 gennaio, ma l'innalzamento della temperatura fa temere un rinvio.

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MONTE AMIATA. Dopo una nottata, quella fra venerdì 15 gennaio 2016 e sabato 16 gennaio, trascorsa con cannoni e giraffe in mano sulle piste da sci del Monte Amiata che attendono di essere imbiancate, gli operatori e gli impiantisti hanno stoppato, nella mattina di sabato, la produzione di neve artificiale durante le ore maggiormente assolate. Riprenderanno il lavoro quando il sole calerà.

L'intenzion è quella di sparare neve tutta la notte fra sabato e domenica 17 gennaio: gli operatori vogliono imbiancare almeno in parte qualche discesa.

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La neve in Amiata copiosa ancora non arriva ma gli operatori si sono attrezzati con le temperature improvvisamente posizionate dalla loro. Infatti, come da previsioni, la colonnina di mercurio è scesa, venerdì 15 gennaio in tarda serata, di diversi gradi sotto lo zero, fino a meno sei e questo improvviso cambio di rotta, ha convinto gli addetti agli impianti a sparare neve programmata.

Durante tutta la notte fra venerdì e sabato, dunque, pur essendoci il vento che rappresenta uno degli ostacoli principali per sparare neve artificiale, i cannoni sparaneve e le giraffe hanno lavorato ininterrottamente.

Luciano Porcelloni dell’Isa Impianti aveva attivato per tempo quattro squadre di operai per l’innevamento artificiale. Le zone dove gli addetti sono intervenuti sono i campi scuola Jolly delle Macinaie e l’Asso di Fiori in vetta, anche se parte della neve sparata è stata portata via dal vento.

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Poi sempre improvvisamente, la situazione è cambiata e sabato 16 gennaio, la mattina, la colonnina di mercurio è risalita innalzata da un bel sole. Così, sole e temperature altalenanti hanno ridimensionato la speranza di poter abbassare la bandierina ufficiale di apertura di stagione, domenica 17 gennaio.

Non si sa ancora, se tutto lo sforzo fatto dagli addetti ai lavori sarà sufficiente per aprire per lo meno un campo scuola e permettere agli appassionati di sci di fare una sciata, anche se breve.

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Luciano Porcelloni dell’Isa Impianti, che era abbastanza ottimista la sera di venerdì 15 gennaio, sabato mattina invece è decisamente negativo: «Non credo che ce la faremo a aprire  domenica, ma se c’è anche un minimo spiraglio, non esiteremo a farlo. Sicuramente riprenderemo a lavorare nel pomeriggio di sabato 16 gennaio e durante tutta la notte. Per un innevamento decoroso bisogna far sparare i cannoni per 48 ore ininterrottamente, ma la schizofrenia di queste temperature non ci dà tregua. La notte fra venerdì e sabato, quando abbiamo deciso di scendere in pista e innevare, le temperature battevano fra meno cinque e meno otto gradi e l’umidità era praticamente assente. C’era vento che portava via parecchia neve, è vero, ma ci abbiamo provato lo stesso perché la situazione dell’incrocio fra gradi e umidità era ottimale».

«Ogni metro cubo di acqua - continua - producevamo quattro metri cubi di neve. Davvero eccellente, se si pensa che il massimo di produzione con un metro cubo è cinque. Ma stamani (sabato 16 gennaio) le temperature e l’umidità si sono alzate e con un metro cubo di acqua, arrivavamo a nemmeno due metri cubi di neve molliccia. Dunque abbiamo interrotto e ricominceremo, temperature permettendo, oggi pomeriggio (16 gennaio) sul tardi, ma bisogna aggiungere che c’è vento e questo è un danno per noi. Devo dire che fino a domattina, domenica 17 gennaio, non sapremo se ci sarà anche solo una pista sciabile. Di certo c’è che ce la stiamo mettendo tutta e che siamo qui ad attendere il grande freddo che è previsto per lunedì 18 gennaio. Si dice meno 15. Speriamo».

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